L’aborto indotto non condiziona la salute mentale della donna

L'interruzione volontaria di gravidanza non causa problemi mentali, semmai avere un bambino "indesiderato" o abortire senza convinzione può aumentare il rischio di depressione.

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 16 dicembre 2011

L’aborto indotto non condiziona la salute mentale della donna

Avere un aborto indotto è sicuramente un momento molto doloroso nella vita di una donna, comunque la si possa pensare. Spesso ci s’interroga sull’impatto psicologico che questo intervento può avere. Secondo una ricerca realizzata dalla Academy of Medical Royal Colleges (AOMRC), nel Regno Unito, l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) non influenza la salute mentale delle signore. Per giungere a questa tesi, il gruppo di esperti ha analizzato 180 studi pubblicati in più di 20 anni.

Stando a quanto hanno scoperto gli esperti, abortire non aumenta il rischio di avere problemi di carattere mentale. Diciamo che portare avanti una gravidanza non desiderata, in questo senso, potrebbe essere ancor più pericoloso. Se una donna ha un atteggiamento negativo, vi è più possibilità che possa cadere in depressione o avere problemi psicologici.

Prima cosa interrompere la gravidanza deve essere una libera scelta. Se la donna è forzata, magari dal partner, allora è controproducente anche per il suo stato mentale. Lo psichiatra Roch Cantwell, presidente del gruppo direttivo della ricerca, ha dichiarato: “La nostra analisi mostra che l’aborto non è associato a un aumento dei problemi di salute mentale. Le donne che portano avanti una gravidanza indesiderata devono essere rassicurate sul fatto che esse non incorrono nel rischio di avere più probabilità di avere problemi di salute mentale se decidono di avere un aborto piuttosto che se decidono di partorire”.

È molto importante, questa nuova analisi perché pone i desideri e le scelte delle donne al centro di ogni cosa: salvaguardare la salute significa anche non sentirsi obbligati sia ad abortire sia a non farlo.