Inserimento all’asilo, ecco come affrontare il primo giorno di scuola dell’infanzia

L'inserimento alla scuola materna è un momento delicato che va affrontato con attenzione per evitare pianti, urla e capricci. Iniziare la scuola non è semplice per i bambini e il 'primo distacco' è difficile anche per i genitori. Ecco allora alcuni consigli per affrontare l'inserimento all'asilo nel modo giusto.

Pubblicato da Paola Perria Venerdì 2 settembre 2016

Inserimento all’asilo, ecco come affrontare il primo giorno di scuola dell’infanzia

L’inserimento all’asilo rappresenta un momento molto delicato da affrontare, sia per i bambini che per i genitori. Si tratta di una fase importante che coinvolge tutta la famiglia; le mamme, in particolar modo, vivono con difficoltà il momento del cosiddetto “primo distacco”. La separazione dal figlio viene vissuta talvolta in maniera tragica, senza contare il forte senso di colpa che molti genitori provano quando devono lasciare i propri figli in lacrime e preoccupati. Le mamme e i papà che devono attraversare questo momento sanno che non si tratta di una passeggiata. Ecco allora alcuni consigli utili su come affrontare il primo giorno di asilo in modo sereno.

Se vi state chiedendo come si può superare al meglio il momento del primo distacco dai vostri figli, sappiate che per quanto riguarda l’inserimento alla scuola materna la psicologia offre tanti consigli utili. La dott.ssa Cristina Malvini, fondatrice del franchising Il Pianeta dei Bambini, una catena di asili fondata nel 1999 in provincia di Milano e che oggi conta ben 21 associati, conosce bene le problematiche legate al primo giorno di scuola; per questo motivo i suoi consigli sono particolarmente preziosi, sia per i bambini che per i genitori.

1) L’inserimento all’asilo deve essere graduale

Secondo la dott.ssa Malvini, la prima cosa che le mamme devono fare quando arriva il momento di far sperimentare al proprio bimbo l’esperienza del primo giorno alla scuola materna, è quella di non avere fretta ma procedere in modo graduale. In questo modo tutto diventa più soft, sia per la madre che per il figlio.
E’ molto importante, inoltre, lavorare in piena armonia con gli educatori della struttura che si è scelta per il proprio piccolo. “Solo le mamme conoscono il proprio bimbo: sanno quando piange per un capriccio, quando ha sonno e quando ha fame. L’inserimento deve servire proprio per passare queste chiavi di comprensione alle educatrici, in modo che possano occuparsi al meglio del piccolo. Per trasmettere le informazioni in modo corretto, è importante che l’inserimento sia graduale”, spiega l’esperta. In termini pratici, quanto dovrebbe durare questa fase propedeutica?

“Non possono esserci tempi predisposti e programmati perché ogni bambino è diverso. – afferma Malvini – Può durare anche un mese, soprattutto se il bimbo è grandino, e comunque mai meno di due settimane. Anche se alcuni bambini sembrano sereni è meglio non accelerare, perché la crisi può arrivare in un secondo momento”.

Infatti non bisogna mai abbassare la guardia in questo primo periodo, perché il bambino potrebbe reagire ancora male anche dopo qualche mese quando vede la madre andare via: “È la crisi da frustrazione del distacco, che dura di solito qualche minuto. Invitiamo sempre la mamma a salutare il bimbo e a spiegare che ora deve andare ma che poi tornerà a prenderlo. Non deve mai andarsene di nascosto, anche se il bimbo piange. Invitiamo poi la mamma a rientrare di nascosto per accertarsi che il figlio si è tranquillizzato”.

2) La collaborazione genitori-educatori è essenziale

Per riuscire ad ottimizzare l’inserimento alla scuola dell’infanzia, come anticipato, le mamme e i papà devono collaborare con gli educatori che prenderanno in consegna i loro loro figli, e per fare questo devono potersi fidare completamente di loro.
Fare tante domande e chiarire ogni piccolo dubbio è il modo migliore per raggiungere questa condizione essenziale di fiducia reciproca: “Sono informazioni utili per accertarsi che stanno bene e che sono seguiti. Se la mamma è serena lo trasmette anche al piccolo, per questo negli asili del Pianeta abbiamo previsto momenti aperti per la famiglia, come laboratori e inviti a pranzo, aperti per rendersi conto di come vivono i bambini e com’è l’interazione”.

3) Inserimento all’asilo, importante per mamme e bambini

Come si effettua, praticamente, l’inserimento all’asilo? Utilizzando qualche trucco, come il fornire al bambino il suo giocattolo preferito, definito oggetto transizionale, e poi sfinirlo di abbracci e di coccole. Si tratta dello stile educativo del maternage, che attraverso il contatto fisico permette al piccolo di superare l’ansia da distacco. E’ un aiuto per lui, ma anche per la mamma, che spesso e volentieri vive con disagio il momento di lasciare il figlio in mani altrui, come spiega la Malvini:
“Spesso le mamme convivono con il senso di colpa perché devono lasciare il figlio per tornare a lavorare o semplicemente per riprendersi i propri spazi. In realtà fa parte di un percorso verso l’autonomia da entrambe le parti. Ho visto tante mamme arrivare al momento dell’iscrizione a pezzi e poi riprendersi piano piano. E se la mamma sta bene, sta meglio anche il bambino”.
Consigli saggi e utili per tutte le mamme in ansia per l’inizio dell’asilo. Coraggio, ci siamo!

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