Inizio scuola: consigli per mamme e bimbi in prima elementare

Il primo giorno di scuola elementare è un momento importantissimo nella crescita dei bambini. Iniziare la scuola significa fare il primo passo nel mondo senza l'appoggio dei genitori, diventando più autonomi e responsabili. Ecco alcuni consigli per tutte le mamme che vogliono aiutare i figli ad affrontare nel modo giusto l'inizio della scuola.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Giovedì 2 settembre 2010

Inizio scuola: consigli per mamme e bimbi in prima elementare

Iniziare l’anno scolastico è sempre un’emozione e lo è ancor di più quando si tratta del primo giorno di scuola. L’inizio delle elementari è un grande cambiamento, il passaggio dalla scuola materna alla scuola primaria è vissuto con ansia e eccitazione dai più piccoli e con qualche preoccupazione da parte degli adulti. Le mamme inevitabilmente si chiedono se loro figlio si troverà bene con insegnanti e compagni, se incontrerà difficoltà nel fare amicizia o nell’apprendimento; domande frequenti e normali che ogni genitore si pone quando il figlio deve affrontare il primo giorno di scuola. Ecco allora alcuni consigli che possono rendere più facile questo momento così importante sia per i genitori che per i bambini.

Iniziare la scuola è il primo cambiamento vero che dimostra la crescita dei nostri figli. L’età del gioco non è ancora finita (e speriamo che duri loro per il prossimo secolo!), ma sono già arrivati al momento della responsabilizzazione, dello studio, dei compiti, di un confronto impegnativo con il mondo, già iniziato con la socializzazione della scuola materna.

Rispettate i tempi dei bambini

Il primo aiuto che dovrete pensare di dare al vostro bambino sarà quello di rispettare i suoi tempi. Anche chi arriva in prima elementare sapendo leggere e scrivere, potrebbe avere una iniziale regressione. I bambini nei primi mesi di scuola dovranno adattarsi a nuove regole, conoscere i nuovi compagni, adeguarsi alla nuova classe e alla sistemazione dei banchi, imparare a percepire il nuovo insegnante come persona di riferimento su tutto.

Soprattutto però per loro sarà difficile assimilare i nuovi metodi di insegnamento. Le tecniche di lettura e scrittura vanno insegnate da capo, ed è un percorso lungo, faticoso e complesso, più di quanto non sembri. I ritmi di apprendimento dei bambini, lo sappiamo, sono molto diversi: c’è chi assimila subito, chi ci mette un mese, chi è confuso inizialmente per poi avere una sorta di intuizione. Bisogna attendere.
Vi sembrerà anche che per mesi ripeteranno cose già fatte alla scuola materna, ma così non è perché i concetti vanno lentamente consolidati e bisogna essere sicuri che tutti i bimbi seguano il medesimo percorso.

Non fate confronti con gli altri

Evitate di confrontare i risultati scolastici di vostro figlio con quelli di un altro bambino, e soprattutto non chiedete a lui quali sono stati i risultati dei suoi compagni di classe. Se siete preoccupati che vostro figlio possa avere difficoltà in una materia parlatene direttamente con l’insegnante; in questo modo eviterete di farlo sentire inadeguato.
Allo stesso modo, non mettetegli fretta nel fare i compiti, insistete affinché capisca che è un dovere importante e che deve dedicarsi allo studio con attenzione. Solo in seguito, potrà giocare e guardare un pochino di televisione. Sarà il primo passo verso l’autonomia e anche un modo per renderlo responsabile facendogli capire che ci si può dedicare agli svaghi e ai giochi solo quando si è fatto il proprio dovere.

Rimproveratelo nella giusta misura

Avere cura del materiale scolastico e avere un quaderno ordinato è importantissimo, cercate di fargli capire che è responsabile di queste cose e che deve averne cura. Non esagerate però nel rimproverarlo se il suo quaderno ha alcune cancellature ed è un pochino disordinato: il contrario non è sinonimo di bravura! Con un po’ di tempo e fiducia in più,farà meno errori.

L’unica cosa che dovrete tener presente nel percorso scolastico di vostro figlio, in prima elementare, sono i progressi che farà rispetto a se stesso, ma soprattutto la sua capacità di socializzazione. Per il resto tutto verrà da solo. Basterà assecondare la loro curiosità e stimolarne l’attenzione.

Photo by Evgeny Atamanenko/Shutterstock.com