Influenza suina, la regola delle 3L funziona sempre

Per curare i bambini: non vanno mai forzati a mangiare, mentre è bene incoraggiarli a bere. Via libera alle ricette leggere, mentre vanno esclusi i piatti troppo elaborati e conditi, perché più difficili da digerire. E poi, se si seguono le "tre L" che una volta venivano consigliate dai medici condotti, "non si sbaglia mai"

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 17 novembre 2009

Ci sono tradizioni che non si sbagliano mai, soprattutto quando si tratta di curare i bambini. Per combattere l’influenza che sia stagionale o suina c’è un metodo infallibile, quello delle tre L. Lo sostiene anche Andrea Vania, docente di Pediatria all`Università di Roma La Sapienza – Polo Pontino.

Tre L sta per lana, letto e latte. “Sono le norme che i vecchi medici condotti consigliavano alle mamme apprensive alla prese con bambini influenzati – racconta Vania -, ma sono valide anche oggi”.

Con “Letto” ovviamente si intende “riposo totale“. “Lana” invece indica la necessità di tenere il bambino al caldo e il “latte” è un consiglio generale: con la febbre è meglio bere molto. Assumere liquidi permette di non disidratarsi. Ovviamente non basta questo: sono tante le cure che un bambino richiede e nel caso di sintomi aggressivi, meglio farsi seguire dal pediatra.

Come sempre un’altra indicazione è far evitare ai bimbi luoghi affollati o dove il virus può essere presente (per esempio i pronto soccorso). Si consiglia una convalescenza di 5 giorni che se arriva a 7 è ancora meglio.

Foto tratte da

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