Infertilità: Raffaella Carrà racconta la sua mancata maternità

In un'intervista al mensile Ok Salute, Raffaella Carrà parla del suo desiderio di maternità mai esaudito. Ma se un figlio naturale non l'ha avuto, è però madre adottiva a distanza.

Pubblicato da Paola Perria Mercoledì 2 marzo 2011

Infertilità: Raffaella Carrà racconta la sua mancata maternità

Infertilità. Non una parola come un’altra, perché contiene, in sé, la negazione dell’aspirazione più grande che una donna, o un uomo, possono avere nella vita: quella di concepire un figlio, una nuova vita. A volte si tratta di una condizione transitoria, che è dovuta a fattori variabili come stati patologici, cure particolarmente invasive, stress, cali di peso importanti, ecc. Periodi della vita in cui il normale meccanismo biologico volto alla procreazione si inceppa. A volte, invece, infertili si nasce e l’unica cosa che si può tentare di fare è, se possibile, avvalersi delle tecniche di fecondazione assistita, diversamente, rassegnarsi.

Nel caso di una donna, il naturale desiderio di maternità può non manifestarsi presto, così, si tende a procrastinare il momento della prima gravidanza, finché non è troppo tardi. E’ quel che è successo a Raffaella Carrà, la popolarissima diva della televisione nostrana, la quale, per la prima volta parla a cuore aperto di quell’unico desiderio mai realizzato. In un’intervista al mensile Ok Salute, la bionda star del Tuca Tuca, si racconta, e rivela che “senza figli sento un vuoto dentro”. Eppure, dopo aver scoperto di non avere più l’età per concepire, Raffaella, che era legata al produttore Sergio Japino, non ha voluto sottoporsi ad alcuna terapia per la fertilità, cosa che, chissà, magari avrebbe potuto consentirle di esaudire il suo sogno.

Ma c’è un motivo importante, esistenziale, per cui la conduttrice ha voluto accettare lo stato delle cose, seppur con grande sofferenza: “Un figlio non si può programmare come si fa con uno spettacolo televisivo o un concerto. (…) Mi sono dovuta rendere conto che non potevo governare ogni elemento della mia esistenza. Ed è stato un po’ per punire questo mio atteggiamento di organizzatrice che non mi sono voluta sottoporre ad alcuna terapia per indurre la gravidanza”. Una scelta difficile, forse punitiva, ma che comunque non ha impedito alla Raffa nazionale di prendersi cura di tanti bambini.

Un po’ per necessità, visto che il fratello è venuto a mancare molto giovane, lasciando anche a lei l’incombenza di seguire i due nipoti, per i quali racconta di essere diventata una sorta di “papà”, più che zia. Ma è stato soprattutto grazie alle adozioni a distanza, da lei anche sostenute con iniziative e campagne promozionali, che Raffaella è riuscita a colmare il vuoto del figlio mancato. Ora è madre adottiva a distanza di 12 bambini. Che dire… che Raffaella Carrà fosse una grande professionista lo sapevo, che fosse una gran donna lo sospettavo, e che fosse una madre meravigliosa… lo apprendo ora, con grande piacere e assoluto rispetto.