In campo con Save the Children per dire basta alla mortalità infantile!

Oggi vi parliamo dell’importantissimo progetto di Save the Children per dire basta alla mortalità infantile sempre più preoccupante in molti paesi del mondo.

Pubblicato da Francesca Bottini Martedì 4 ottobre 2011

Dal 4 ottobre Save the Children fa partire il suo progetto che ha come obiettivo quello di combattere la mortalità infantile con la campagna “Every One”. Il simbolo è una palloncino rosso con la scritta Save Me. Con un sms o con una telefonata anche voi potete donare un euro a questo importante progetto. Un soffio per la vita, come quando si gonfia un palloncino; un soffio di vita spesso tolto ai piccoli anche nei primissimi giorni di vita per le condizioni igienico-sanitarie tremende in cui sono costretti a vivere.

Anche voi potrete donare 2 euro inviando messaggio al numero 45509 (TIM, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali ) e di donare dai 2 ai 5 euro chiamando da rete fissa (Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali).

Pensate che secondo i dati dell’organizzazione umanitaria, un bambino che nasce in Somalia, Guinea, Ciad o Niger rischia di morire da piccolo cinque volte di più rispetto ad un neonato di Svizzera o della Norvegia. Ogni quatto secondi un bambino muore: il 70% nel primo anno di vita, il 40% nel primo mese.

Tantissime le malattie che concorrono a portare alla morte i piccoli: complicazioni post-parto (21%), la polmonite (18%), la malaria (16%) e la diarrea (15%).

«L’obiettivo della nostra azione è la riduzione di due terzi della mortalità infantile e dei tre quarti di quella materna entro il 2015. Obiettivo che non potrà essere raggiunto finché bambini e mamme non potranno contare sull’assistenza e la cura di operatori sanitari quando ne hanno bisogno» dice Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia. «La nostra associazione stima che se solo ci fossero 350.000 ostetriche in più e ad ogni parto assistesse un operatore sanitario qualificato, 1,3 milioni di neonati potrebbero essere salvati».