Il pianto del vostro bambino appare inconsolabile? Provate con l’agopuntura

Il pianto di un bambino neonato è un evento normale, ma a volte non se ne capisce la ragione e spesso diventa difficile da placare se convulso. L’agopuntura è utile in questi casi.

Pubblicato da Paola Perria Martedì 12 luglio 2011

Il pianto del vostro bambino appare inconsolabile? Provate con l’agopuntura

Il pianto del proprio bambino, specie neonato, e soprattutto quando appare incontrollato, è fonte di angoscia per tutti i genitori, che spesso non riescono a venire a capo delle ragioni che portano il bebè a piangere in modo convulso. Calmarlo, in casi del genere, non è affare da poco, e le notti insonni si sprecano. Quando un bebè piange, ci possono essere molteplici ragioni anche organiche, come le colichette gassose che gli procurano dolori al pancino, o il non riuscire ad andare di corpo, la fame, naturalmente, il bisogno di essere cambiato.

Tuttavia, a volte lo scoppio di pianto sembra totalmente immotivato, e nulla appare in grado di placarlo. In casi del genere, può essere utile l’agopuntura. Secondo quanto scoperto dai ricercatori dell’Università svedese di Lund, che hanno effettuato uno studio su 90 bambini in buona salute, proprio l’antica tecnica cinese che si basa sulla stimolazione dei punti energetici del corpo, sarebbe molto utile per placare i piccoli “piagnoni”.

La sperimentazione, della durata di sei settimane, si è svolta in questo modo: i bimbi sono stati divisi in due gruppi, un gruppo di controllo, e l’altro che è stato sottoposto alle sedute di agopuntura due volte alla settimana. Al termine, i bebè trattati con l’agopuntura, piangevano mediamente di meno, e con minor intensità, rispetto agli altri.

“L’agopuntura minima ha accorciato la durata e ridotto l’intensità del pianto dei neonati con coliche. Ulteriori ricerche utilizzando diversi punti di agopuntura, tecniche di aghi e gli intervalli tra i trattamenti sono tuttavia necessari”, ha spiegato Kasja Landgren, che ha coordinato la ricerca svedese. Si tratta di un risultato da tenere sicuramente a mente. I dati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista British Medical Journal.