Il parto indolore, le tecniche

Per ridurre il dolore del parto si usano tre tecniche: quella farmacologica oppure attraverso tecniche di rilassamento e ipnosi. I farmaci sono a loro volta tre: epidurale, uso di oppiacei per via endovenosa e la respirazione di protossido d’azoto attraverso un sistema nasale.

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 6 agosto 2009

Per una mamma è la preoccupazione più grande, almeno la prima, poi dopo subentrano quelle sulla crescita del bambino. Il dolore del parto però è un’ansia che dura quasi nove mesi.
Sono circa cent’anni che la medicina cerca di alleviare il dolore, per adesso però non esiste una tecnica davvero efficace. Per consolazione posso dire che tutte le mamme sostengono sia il male che si scorda più velocemente.

Attualmente i metodi per ridurre il dolore del travaglio sono farmacologici oppure attraverso tecniche di rilassamento e ipnosi. I farmaci sono tre: epidurale, uso di oppiacei per via endovenosa e la respirazione di protossido d’azoto attraverso un sistema nasale. I primi due sono abbastanza usati, mentre l’ultimo è raro.

L’epidurale è la tecnica di analgesia del parto più praticata nel mondo, con punte del 60% tra le donne dei paesi anglosassoni. In Italia invece ora solo il 3% delle donne che devono partorire (media nazionale) ha la possibilità di accedere ad un servizio di analgesia in travaglio di parto.

L’epidurale viene praticata da un medico anestesista, ovvero un dottore che in un ospedale si occupa di tutte quelle situazioni che richiedono un controllo del dolore acuto, in cui esiste la necessità di eseguire un intervento chirurgico e la necessità di eseguire manovre di rianimazione. Inoltre se il neonatologo non è presente al momento del parto si occupa anche del neonato garantendone le prime cure e se necessario assistendo la respirazione e la circolazione del bambino.