Il figlio maschio, il preferito della mamma

I figli maschi sono i preferiti delle mamme. E' vero? un medico sostiene di sì e ci spiega da un punto di vista psicologico il perché a partire da alcuni retaggi culturali.

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 11 giugno 2010

Si racconta la storia che i figli sono tutti i uguali, che l’amore dei genitori è il medesimo. In realtà quello con il figlio maschio, per la mamma, è un rapporto unico. I sentimenti sono gli stessi, ci mancherebbe, è il feeling che cambia. Secondo lo psichiatra Massimo Di Giannantonio, docente all’università Gabriele d’Annunzio di Chieti, il maschietto rappresenta la garanzia di un rapporto privilegiato, di esclusività, di possesso ‘senza rischi’, con l’assoluta certezza di non essere mai sostituita. Forse in questa spiegazione già si può capire la gelosia nei confronti della nuora.
Non so se vi è mai capitato di parlare con coppie in attesa: lui vuole la femmina e lei il maschio. Anche se ovviamente non c’è nulla di certo che possa dimostrare questa preferenza, ho notato però in molte occasione questa divisione di gusti.

Di base c’è un problema culturale, che sembra ormai superato, ma che ancora fa parte di noi. L’arrivo di un maschio in casa, nell’Italia contadina, quella dei nonni, era garanzia di benessere economico, di aiuto sul lavoro. Mentre la femmina rappresentava un impegno, anche patrimoniale, per la necessità della dote.

Invece da un punto di vista psicologico, la bambina è una donna che porta via l’amore del padre e quindi del marito. Io non so se questo medico ha davvero ragione, ma che le mamme italiane abbiano una preferenza per i figli maschi e che vengano educati diversamente credo proprio sia vero.

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