I figli di genitori stranieri nati in Italia non sono italiani per la Legge, ma Napolitano dice “assurdo”

Giorgio Napolitano ha messo in luce una grave anomalia della legge italiana che impedisce ai bambini nati in Italia da genitori stranieri di avere automaticamente la cittadinanza.

Pubblicato da Paola Perria Mercoledì 23 novembre 2011

I figli di genitori stranieri nati in Italia non sono italiani per la Legge, ma Napolitano dice “assurdo”

In Italia esiste un’anomalia legislativa che riguarda i figli di genitori stranieri che però sono nati nel territorio italiano. Invece di assumere automaticamente, come peraltro accade quasi ovunque nel resto del mondo, la cittadinanza italiana, crescono come una sorta di “ibrido”, e quando raggiungono la maggiore età riassumono lo status di extracomunitari dei propri genitori rischiando, se non stanno lavorando o studiando, di dover essere espulsi per “rientrare” in un fantomatico Paese d’origine che nella stragrande maggioranza dei casi non conoscono affatto.

Di questa situazione incresciosa che interessa tante famiglie di cittadini extracomunitari che vivono e lavorano in Italia, si è molto opportunamente interessato il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che incontrando i capi delle Chiese evangeliche riunite, ha in questi termini sollevato la questione: “Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione”.

Parole decise che hanno trovato stavolta un consenso quasi unanime (non citerò, perché non meritano alcuna considerazione, i pochi che stolidamente, anacronisticamente e disonestamente insistono ad opporsi) nelle forze politiche. Tant’è vero che, forse, si potrà modificare la Legge vigente già entro il 2011, se si approverà il DDL depositato in Parlamento immediatamente dopo l’appello di Napolitano dal sen. PD Ignazio Marino e firmato da 113 senatori.

Vi confesso che ho davvero apprezzato molto l’intervento del nostro Presidente a favore di questi bimbi che sono italiani in tutto e per tutto, ma che si trovano nella scomoda posizione di “stranieri” a casa propria, senza meritarlo affatto. Bimbi che parlano l’italiano, che frequentano le nostre scuole, imparano le abitudini, i modi di dire, le usanze del nostro Paese, che escono con amici italiani, mangiano e cucinano cibo italiano, che cantano l’Inno e fanno il tifo per la nostra Nazionale.

Perché mai non dovrebbero essere considerati italiani anche davanti alla Legge, perché mai non devono nascere già cittadini italiani, dato che vengono alla luce, crescono e si formano qui, sullo stesso suolo nostro, e non altrove? Non esiste giustificazione possibile per questa anomalia, è tempo – e permettetemi, soprattutto ora che la crisi ci attanaglia, e l’Europa, per proseguire nel suo cammino unitario, “deve” dotarsi per forza di organismi anche politici, oltre che economici, comuni – che l’Italia diventi un Paese dalla società aperta e non chiusa, moderno e cosmopolita perché questa è l’unica strada per un migliore futuro possibile.