I dubbi delle mamme: esiste la baby sitter perfetta?

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    Una tata “praticamente perfetta” esiste, ma, ahimè, solo sul grande schermo, parlo ovviamente della mitica Mary Poppins! In effetti, ultimamente, il discorso relativo alle competenze della “baby sitter”, è salito alla ribalta grazie anche a film e trasmissioni televisive davvero ben fatte come S.O.S. Tata, in cui un terzetto di puericultrici si mette a disposizione di una famiglia in difficoltà a causa di bambini “terribili”! Se vi è capitato di dare un’occhiata a questo format, avrete constatato come, nel giro di appena una settimana, la tata in questione, semplicemente osservando le dinamiche familiari, sia in grado di individuare gli errori educativi più vistosi e aiutare a porvi rimedio.

    Insomma, alla fine della puntata, laddove regnava il caos e urla e strilli erano all’ordine del giorno, pace e serenità subentravano, con grande sollievo di tutti. Se poi vi siete in qualche modo riconosciuti nelle caratteristiche e nei problemi di qualcuna delle famiglie con figli riprese nella serie tv, vi sarete anche domandati se davvero sia possibile che un estraneo, per quanto preparato, entri in casa e, senza bacchetta magica, in pochi giorni sia in grado di appianare tensioni, rinsaldare rapporti genitori-figli un po’ friabili, riportare la calma. E’ una domanda legittima.

    Esiste, dunque, la baby sitter perfetta? Tante mamme lavoratrici, costrette a richiedere i servizi di una tata, si trovano in difficoltà sulla scelta della persona migliore da affiancare ai propri figli. I dubbi sono tanti: una sconosciuta con i propri bambini, un elemento esterno che potrebbe turbare anzichè essere d’aiuto, oppure, dotata di una personalità talmente insinuante da riuscire a “sostituirsi” alla figura materna, timore nascosto di molte mamme. Allora, ecco qualche consiglio per scegliere la tata giusta che, se non perfetta come quelle della tv, dovrebbe almeno essere di buon aiuto!

    Assicuratevi, intanto, che abbia qualche referenza da parte di precedenti datori di lavoro, e sondate per quale motivo i rapporti si siano poi interrotti. Un’esperienza pregressa nel campo del “babysitteraggio” è auspicabile. Anche una formazione di tipo pedagogico o anche psicologico è una buona cosa. Avere delle competenze circa lo sviluppo cognitivo e comportamentale del bambino è senz’altro una guida per l’educazione del piccolo.

    Altro requisito fondamentale: la flessibilità. Durante il colloquio preliminare dovrete accertarvi che la persona sia disponibile a cambi di orari anche repentini e propensa a venirvi incontro qualora abbiate qualche “urgenza” dell’ultimo minuto. Mettere in chiaro queste vostre esigenze eviterà brutte sorprese in seguito.

    Quando vi incontrate per la prima volta, fidatevi del vostro istinto materno. Se sentite che, referenze a parte, chi avete davanti vi “convince”, vi piace, allora potete sottoporla al giudizio della prole. Osservate come la baby sitter si pone nei confronti dei bambini, se ci sa fare, se è premurosa, affettuosa, se sa farsi rispettare.

    Infine, essenziale: qualora la tata fosse straniera, assicurarsi che parli perfettamente l’italiano. Questo è un requisito fondamentale, sia per l’apprendimento linguistico del bimbo, di cui deve essere assicurata la continuità, sia per la comunicazione!