I bambini vittime di violenza domestica soffrono come i soldati di guerra

I piccoli che subiscono violenze domestiche sono spesso degli adulti ansiosi, con gravi problemi di stress ed eventuali disturbi mentali. Ma c'è di più reagiscono alle minacce come soldati in guerra.

Pubblicato da Valentina Morosini Lunedì 2 gennaio 2012

I bambini vittime di violenza domestica soffrono come i soldati di guerra

I bambini sono spesso vittime di violenza domestica. Si crede che i pericoli siano fuori dalle mura di casa, ma non è così. Sono tanti i piccoli che subiscono abusi proprio dai genitori con danni permanenti. Da uno studio dello University College of London (Regno Unito), si è scoperto che soffrono proprio come i soldati in guerra, ovviamente a livello mentale. Con gli anni diventano molto più reattivi: imparano a riconoscere i pericoli e a difendersi dalle minacce con più velocità.

Gli esperti spiegano questo comportamento come capacità di adattamento. Non è però una cosa positiva, perché con il passare degli anni, molti bimbi sviluppano ansia, depressione e problemi di salute mentale di diverso tipo. Per giungere a questa tesi, gli studiosi hanno esaminato le risonanze magnetiche condotte su 20 bambini londinesi di 12 anni e allontanati dalle rispettive famiglie per problemi di violenza domestica.

Per capire i danni, questi esami sono stati paragonati a bambini sereni, che non hanno mai avuto alcun tipo di problema in casa (e neppure fuori). Che cosa è emerso? Prima di giungere alle conclusioni, bisogna dire che durante la risonanza i bambini erano esposti a una serie di immagini, raffiguranti espressioni tristi, calme o arrabbiate. È stato evidente che i bimbi con una storia di violenza erano molto più reattivi davanti ai volti aggressivi, che vedevono come minaccia.

Uno degli autori, McCrory, ha commentato: “Questa ricerca è importante perchè offre i primi indizi su come le regioni del cervello dei bambini possano adattarsi agli abusi tra le mura domestiche. Una migliore reattività a un segnale di minaccia come la rabbia può rappresentare una risposta adattativa per questi bambini nel breve periodo, aiutandoli a rimanere fuori pericolo. Può però anche costituire un fattore di rischio sul lungo periodo”.