I bambini obesi hanno le arterie già dure e “vecchie”

Studio canadese rivela che l'aorta dei bimbi obesi appare indurita come quella di individui adulti con problemi cardiovascolari e di colesterolo. Un rischio per la salute futura.

Pubblicato da Paola Perria Domenica 31 ottobre 2010

I bambini obesi hanno le arterie già dure e “vecchie”

Allarme salute per i bambini obesi: le loro arterie mostrano lo stesso grado di “usura” e sclerotizzazione degli individui adulti affetti da problemi quali colesterolo alto e ipertensione. Pare incredibile ma è proprio così. I chili di troppo incidono negativamente sulla circolazione arteriosa, già nella prima infanzia, il che indicherebbe un serio rischio di incorrere in problematiche cardiache una volta raggiunta l’età adulta. Oramai non passa giorno che l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), non diffonda un nuovo e preoccupante dato sull’obesità infantile, considerata ormai una vera emergenza nei paesi più industrializzati.

Ora si aggiunge questo ulteriore studio canadese, presentato al Canadian Cardiovascular Congress. Un team di ricercatori del Hospital Children British Columbia di Vancouver, ha infatti sottoposto ad un esame dei principali vasi sanguigni, tramite ultrasuoni, due gruppi di tredicenni: un primo gruppo formato da 63 ragazzini obesi, a confronto con un secondo di 55 coetanei normopeso.

Con grande sconcerto, i medici hanno dovuto constatare che l’aorta dei bimbi appartenenti al primo gruppo appariva sclerotizzata e indurita proprio come quella di 40enni con problemi di aterosclerosi. Un quadro clinico preoccupante non già per il presente, quanto per il futuro dei piccoli, poichè l’indurimento arterioso può causare infarto e ictus anche in età abbastanza giovanile.

Gli altri valori analizzati, come il colesterolo e la pressione sanguigna, invece, non mostravano significative variazioni tra i due gruppi, mantenendosi su livelli sostanzialmente normali per l’età dei soggetti. Spiega Kevin Harris, uno dei ricercatori: “La pressione sanguigna sistolica è solo marginalmente più alta in questi bambini obesi, ma la rigidità dell’aorta è associata a problemi cardiovascolari e morte precoce”.

Attenzione, dunque, alle cattive abitudini alimentari, alla troppa sedentarietà, al cibo “spazzatura”, e spazio, invece, alla sana attività fisica, alla regolarità dei pasti e al giusto apporto calorico quotidiano. L’educazione alimentare dei bambini spetta in parte alla scuola, ma è in famiglia, soprattutto, che si impara a mangiare bene, perciò è fondamentale che i genitori organizzino i pasti (che devono essere 5 giornalieri) in modo equilibrato, introducendo anche quei cibi che i bimbi non apprezzano molto – come verdure e pesce – presentandoli in modo appetitoso. Basta solo un po’ di accortezza, e si evitano un sacco di problemi!