Gravidanza indesiderata: boom di figli del coito interrotto

Il coito interrotto è un metodo anticoncezionale molto usato, ma non porta i risultati sperati. Nel 2008 sono venuti al mondo circa 100 mila bambini

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 22 giugno 2010

Ogni anno aumentano le adolescenti incinta e i ragazzi che non prendano le giuste precauzioni. Un brutto dato che ha segnalato di recente la Sigo durante la presentazione della guida Travelsex, per il sesso sicuro in vacanza. Secondo i dati, il 22% dei ragazzi utilizza come metodo contraccettivo il coito interrotto. Risultato? In Italia abbiamo un nuovo primato: sono 100 mila i figli di questo metodo. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, nel mondo occidentale le gravidanze non pianificate sono infatti il 50% e il 30% dei concepimenti siano frutto di questa tecnica.
Possiamo chiamarli in modo simpatico figli dell’errore, ci sono sempre stati, ma oggi in una società così individualista e poco volta al sacrificio rischiano di sentirsi rinfacciati il fatto di essere nati per un “incidente”. E quindi cosa succede? Molte coppie, soprattutto le più giovani, decidono di abortire.

«Il 50% circa delle gravidanze casuali finiscono con un aborto. I figli accettati oborto collo rischiano l’addebbito dell’errore contraccettivo commesso dai genitori», racconta la sessuologa Alessandra Graziottin.

C’è inoltre un’altra analisi interessante fatta dai medici: le percentuali di insuccesso del coito interrotto variano in base al livello culturale, all’esperienza e al senso di responsabilità dell’uomo. Se il partner ha una certa attenzione e rispetto nel confronto della donna è meno facile che sbagli e che non sappia controllare i tempi. Insomma, anche sulla qualità del rapporto (il coito lo interrompe su più bello) questo metodo anticoncezionale dipende dalle abilità dell’uomo.

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