Gravidanza, attenzione alla sindrome metabolica

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    Durante la gravidanza è possibile sviluppare la sindrome metabolica, soprattutto se si è obesi (ricordiamoci anche che nostro peso dipende quello del bimbo), si hanno trigliceridi alti o si è a rischio di malattie cardiovascolari. Lo ha dimostrato una ricerca dell’University of Alabama a Birmingham (UAB).

    Gli scienziati hanno analizzato i dati provenienti dal CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults), per determinare la correlazione tra una maggiore incidenza della sindrome metabolica tra le donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni all’inizio dello studio, che hanno partorito almeno un figlio durante i 20 anni successivi.

    È emerso che tra le donne che avevano avuto almeno un figlio negli ultimi vent’anni vi sono stati molti più casi di sindrome metabolica che non in quelle che non hanno avuto figli. I tema di ricercatori ha avanzato l’ipotesi che lo sviluppo della sindrome metabolica possa essere collegato alla gravidanza a causa dell’aumento di peso e della minore attività fisica.

    Ovviamente lo studio deve essere ulteriormente verificato e seguiranno altre ricerche su un controllo sul peso, sui livelli di colesterolo e trigliceridi possa prevenire lo sviluppo della patologia dopo la gravidanza. Per stare però tranquille un modo c’è: le donne in età fertile devono cambiare un po’ stile di vita. È importante fare esercizio fisico e seguire una dieta sana.

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