Giorgia, mamma da poco più di 1 anno, ha scelto il parto in casa e racconta la sua esperienza

La cantautrice romana Giorgia è diventata mamma del piccolo Samuel 17 mesi fa, e ora racconta la sua esperienza del parto in acqua… in casa! Una scelta controcorrente.

Pubblicato da Paola Perria Mercoledì 3 agosto 2011

Giorgia, mamma da poco più di 1 anno, ha scelto il parto in casa e racconta la sua esperienza

La bravissima cantautrice Giorgia è diventata mamma 17 mesi fa di un bel maschietto, Samuel, e ora ha deciso di raccontare la sua particolare esperienza, frutto di una scelta tanto inusuale quanto discussa: il parto in casa. Le statistiche ci dicono che è pari al 2% circa la percentuale di donne che decide di far nascere il proprio bambino tra le rassicuranti pareti domestiche, principalmente per motivi di sicurezza. Ma Giorgia non si è limitata a partorire in casa, ha scelto anche un elemento particolarmente congeniale sia alla mamma che al bebè: l’acqua. Un parto in acqua… a casa!

E così, a più di 1 anno di distanza, l’interprete di “Gocce di memoria”(tra le altre, ma io amo particolarmente quella canzone), ha deciso di condividere pubblicamente le emozioni legate a quel giorno di metà febbraio. “Quando sono rimasta incinta mi si è aperto un mondo”, ha rivelato all’ANSA, spiegando anche come si sia informata sulle varie possibilità di affrontare il momento del parto, come il cesareo o l’uso dell’anestesia epidurale, ma che: “Il messaggio che mi arrivava era che la gravidanza fosse una specie di malattia, e che la donna deve essere ospedalizzata, trattata come una malata.

Per carità, ci sono situazioni in cui c’è bisogno del medico, ma nella maggior parte dei casi la donna è assolutamente la protagonista”. E per affrontare davvero da protagonista tutto il momento del travaglio e del parto, la cantautrice romana ha deciso che non sarebbe andata in ospedale, anche se questa scelta è arrivata solo a fine percorso: “All’inizio non credevo che poi avrei fatto il bimbo in casa, in acqua. Mi vedevo comunque guidata, in ospedale. Poi quando ero vicina al parto, ho sentito che non era il mio percorso.

E’ arrivato tutto naturalmente. E alla fine ho sentito che si poteva fare. Certo, hai comunque bisogno di una persona che ti stia accanto, che ti segua, ovvero l’ostetrica. E’ una figura chiave nel parto, che ti lascia il tuo spazio, non dice cosa devi fare”. A proposito della scelta dell’elemento acqua, per dare alla luce il suo piccolo Samuel, Giorgia ne sottolinea la naturalità: “Ti aiuta a prendere delle posizioni che ti supportano nel dolore.

E ti permette di accogliere il bambino in un modo assolutamente armonioso, in una situazione in cui non c’è nulla di violento. Il bambino così arriva in un ambiente non troppo illuminato, viene subito accolto dalle braccia dei suoi genitori”. La cantautrice 40enne conclude il suo racconto con un messaggio per le altre future mamme, che ci piace molto e che vi proponiamo volentieri a nostra volta:

“Consiglierei un atteggiamento di ascolto di sé. Quando una donna è incinta deve ascoltare il proprio bambino e il suo corpo, fidarsi di ciò che sente. Non voglio assolutamente entrare in un ambito medico, che non mi compete. Ma la donna sa meglio di chiunque altro che cosa le sta accadendo. Perché lo sta vivendo lei”.