Giappone: 70mila bambini sfollati, allarme di Save the Children

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    Giappone: 70mila bambini sfollati, allarme di Save the Children

    Dramma nel dramma in Giappone: sono almeno 70mila i bambini sfollati in seguito al terribile sisma (9 gradi scala Richter, ricordiamo, uno dei più devastanti mai registrati nel mondo) e al conseguente tsunami che ha colpito il Paese del Sol Levante. L’allarme e le cifre, ancora provvisorie e, probabilmente, destinate a crescere, è stato lanciato da Save the Children, che si sta attivando proprio per tentare di arginare almeno il dramma dei bimbi che sono rimasti da soli. L’Associazione umanitaria internazionale ha appena avviato una campagna per la raccolta di 5 milioni di dollari per fornire un primo aiuto ai minori in difficoltà.

    Oltre ai primi interventi di carattere sanitario e logistico, esiste un problema ancora maggiore a cui far fronte, che è quello della perdita di contatti con i genitori: “C’è il rischio che un certo numero di bambini sia rimasto separato dai propri familiari”, avverte Stephen MacDonald, coordinatore di Save the Children in Giappone. Infatti, molti piccoli che si trovavano a scuola nelle località maggiormente colpite dal terremoto e dallo tsunami, salvati dal cataclisma, si sono ritrovati improvvisamente soli, senza sapere cosa fosse successo alla propria famiglia, o senza avere la possibilità di ritrovarli.

    Possiamo immaginare la sventura di una situazione simile. Ecco perché è così importante dare un sostegno alle associazioni che, come Save The Children, si danno da fare accanto alla protezione civile nipponica, per affrontare questa immane tragedia umanitaria. Senza contare che i bambini sfollati, ricoverati nei centri di accoglienza, sono prede di paure e angosce senza fine, determinate dalle continue scosse di assestamento e dal rischio di contaminazione atomica e hanno bisogno anche di un supporto psicologico, oltre che sanitario e igienico.

    Nelle località colpite, ma anche nelle città più lontane come la capitale Tokyo, si verificano continui blackout energetici, manca l’acqua e il cibo, che devono necessariamente essere razionati, e a causa del pericolo costituito dalle radiazioni, bisogna coprirsi molto bene o evitare di restare per troppo tempo all’aria aperta. Possiamo solo stringerci attorno al coraggioso popolo nipponico e ai suoi bambini, e dare il nostro piccolo contributo.