Genitori o investigatori privati?

Siamo sinceri: quanti genitori se potessero deciderebbero di tenere sotto sorveglianza i propri figli 24 ore su 24? Credo moltissimi e, fin dalla più tenera età e per placare le nostre ansie, la tecnologia ci offre di validi alleati per non lasciare mai i nostri “piccoli”.

Pubblicato da Francesca Bottini Domenica 17 gennaio 2010

Genitori o investigatori privati?

Siamo sinceri: quanti genitori se potessero deciderebbero di tenere sotto sorveglianza i propri figli 24 ore su 24? Credo moltissimi e, fin dalla più tenera età e per placare le nostre ansie, la tecnologia ci offre di validi alleati per non lasciare mai i nostri “piccoli”. E allora è un tripudio di ricetrasmittenti per ascoltare il bambino che dorme beato nella sua stanza o sensori da mettere nel lettino per scongiurare la paura delle morti bianche. Raggi infrarossi per vedere nel buio e sensori che indicano i movimenti di nostro figlio: ma siamo sicuri che non sia tutto un’esagerazione?

In questo senso uno dei prodotti top è Respisense: si tratta di un monitor e di uno stimolatore che scuote il bambino se per caso smette di respirare. «Vendiamo circa 40 di questi oggetti al mese, quelli più sofisticati costano fino a 250 euro. Tutti li vorrebbero ma alcuni non se li possono permettere», sottolineano dal negozio Volpe di Milano specializzato in articoli per l’infanzia.

Peccato che questi sensori molto spesso siano un bluff: suonano nel bel mezzo della notte e voi rischiate l’infarto prima di arrivare trafelati alla camera del piccolo e scoprire che dorme beato, semplicemente aveva cambiato posizione.

«Il problema è che questi apparecchi alimentano l’ansia invece di diminuirla. Non serve monitorare costantemente il bambino a meno che non abbia gravi problemi, piuttosto è importante trasmettere tranquillità», sottolinea Lauretta Curcio, pediatra milanese.

E quando crescono? Nessun problema c’è il localizzatore dotato di GPS che vi aiuta a capire con sicurezza al centimetro dove si trova vostro figlio o in quel momento.

Ma come fare ad essere certi che lui sia a casa dell’amico e non ci abbia lasciato solo il suo GPS, mentre passa una serata in discoteca?

Non staremo per caso esagerando un po’?