Fumare in gravidanza non causa disturbi dello spettro autistico

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    Fumare in gravidanza non causa disturbi dello spettro autistico

    Fumare in gravidanza può causare danni irreparabili alla salute del bambino ma, secondo un nuovo studio, non è collegato ai disturbi dello spettro autistico (ASD). È una notizia molto importante e se vogliamo, forse per la prima volta, si guarda al fumo e alle sigarette con un po’ più di senso critico. È un vizio dannoso e soprattutto in quando in casa ci sono bambini (anche solo in arrivo) deve essere totalmente debellato. Detto ciò spesso si punta il dito contro il fumo come causa universale. Ma vediamo che cosa è stato scoperto dai ricercatori dalla Drexel University di Philadelphia.

    L’esposizione prenatale al fumo, quindi durante la gravidanza, è considerato un potenziale fattore a rischio autismo perché sono abbastanza note le associazioni tra tabacco e disturbi del comportamento o complicanze ostetriche. La ricerca si è focalizzata sulla popolazione svedese e ha tentato di mettere in luce l’esposizione a diversi agenti chimici presenti nell’ambiente.

    Brian Lee, a capo dello studio, ha dichiarato: “Non abbiamo trovato alcuna prova che il fumo materno durante la gravidanza aumenti il rischio di disturbi dello spettro autistico. L’associazione rilevata da studi precedenti è stata molto probabilmente influenzata da fattori sociali e demografici come il reddito e l’occupazione”.

    Per giungere a questa tesi, i ricercatori hanno rivisto studi precedenti realizzati in Svezia su quasi 4 mila bimbi con disturbi dello spettro autistico e altri 40 mila coetanei senza diagnosi Asd. È un campione molto vasto e molto autorevole. Concludiamo dicendo che questa ricerca non deve autorizzare le mamme a stare meno attente: il fumo fa male.