Filastrocche per le vacanze estive da imparare con i bambini

Le più belle filastrocche per le vacanze estive da imparare con i bambini: al mare o in montagna, in città o in campagna, queste filastrocche rallegreranno i vostri giorni di vacanza.

Pubblicato da Laura De Rosa Martedì 8 luglio 2014

Filastrocche per le vacanze estive da imparare con i bambini
Foto di Yuganov Konstantin / Shutterstock.com

Se state cercando filastrocche per le vacanze estive da imparare con i bambini, allora sappiate che siete nel posto giusto. Al mare o in montagna, in campagna o in città, ovunque decidiate di trascorrere le vacanze le filastrocche sull’estate rallegreranno le vostre giornate, evocando tutte le sensazioni tipiche di questa magnifica stagione. Raccontano storie di mare, di bambini sulla spiaggia, di gelati, di caldo e di vacanze, ovviamente in rima!
E se non ne avete mai abbastanza, sfogliate il nostro elenco con le migliori filastrocche di sempre, da imparare insieme ai nostri bambini per momenti di gioco e divertimento!
Ma ora scopriamo le più belle canzoncine sull’estate.

Tra le più belle filastrocche per l’estate, certamente spiccano quelle di Gianni Rodari: scopriamo allora le due più facili da imparare e divertenti, da recitare subito con i nostri bambini, seguite da altre canzoncine in rima che insegnano tante cose nuove sulle vacanze ai nostri piccoli.

Il Paese delle Vacanze di Gianni Rodari

Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.

Ferragosto di Gianni Rodari

Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato.

La voce del mare

La voce del mare nella conchiglia
ascolta il bambino e si meraviglia.
“Pronto? Ti aspetto” il mare dice
“ho navi e isole per farti felice”.
Vorrebbe rispondere il bimbo al mare:
“Prepara i pesci, verrò a pescare…!”.
Ma non è certo di parlar bene
la lingua dei pesci e delle sirene.

Un granchio camminava

Un granchio camminava
tutto storto da un lato
e lo invidiava un polpo:
“che tipo fortunato!”
Un delfino guazzava
tuffandosi nel mare
disse una tartaruga:
“anch’io voglio provare!”
S’apriva una conchiglia
e poi si richiudeva
“che bello!”, disse un pesce,
entrare si poteva…
Così, tutto di sbieco,
il polipo affondò,
la tartaruga lenta
quasi quasi affogò,
il pesce, poveretto,
finì che s’insabbiò,
ma ciascuno, a suo modo,
perlomeno ci provò!

La barchetta in mezzo al mare

La barchetta in mezzo al mare
è diretta a Santa Fè
dove va per caricare
mezzo chilo di caffè.
La comanda un capitano
con la barba rossa e blu
fuma un sigaro toscano
e proviene dal Perù.
Ha molto coraggio 
perchè l’equipaggio 
in quella barchetta non c’è!
Il nostro brav’uomo
fa il cuoco, il nostromo
e si aggiusta il gilè.
La barchetta in mezzo al mare
è diretta a Santa Fè
dove va per caricare
mezzo chilo di caffè.

Gita turistica

È arrivato rombando il torpedone:
si va in gita cantando una canzone.
Un, due, tre… venti; alfin, ecco, ci siamo.
Tutti pronti? Va bene! Su, partiamo
in un radioso giorno di vacanza,
con un bagaglio fatto di speranza!
Volan le ruote … «Oh, guarda, com’è bello,
com’è antico e severo quel castello!»
«C’è una chiesa che prega sopra il monte».
«Passa un fiume d’argento sotto il ponte!»
«Una vela si dondola sul mare!»
Son tante, poi, le cose da osservare!
Il torpedone corre, passa e va
veloce per campagne e per città,
mentre i bimbi ripassano per via,
senza saperlo, storia e geografia.
Poi si sente, improvvisa, una fermata.
È sera e, ormai, la gita è terminata.