Filastrocche per bambini: ecco quelle tradizionali

La bella lavanderina che lava di fazzoletti... chi non si ricorda questa filastrocca? Le frasi in rima della tradizione sono davvero grandi classici che ci accompagnano per tutta la vita: scopriamo le più belle

Pubblicato da Francesca Bottini Martedì 12 gennaio 2010

Filastrocche per bambini: ecco quelle tradizionali

Le filastrocche tradizionali per bambini sono piccoli rituali che li accompagnano per tutta la vita. Le frasi in rima della tradizione sono brevi poemi che scandiscono la crescita dei più piccoli, insegnando loro tante cose sul mondo. Soprattutto, per la loro semplicità e musicalità, verranno ricordati facilmente anche quando si sarà diventati grandi. Le filastrocche popolari appartengono alla storia della cultura italiana, scopriamo perciò le più belle e famose da imparare subito a memoria.

Piove, piove


Esistono tante versioni diverse di una delle filastrocche della tradizione più famose, che parla della pioggia e di una gatta che, cuccia cuccia, non esce di casa.

Versione 1

Piove, piove
la gatta non si muove,
la mucca è nella stalla,
la contadina balla!

Versione 2

Piove, piove
la gatta non si muove,
si spegna la candela,
si dice: buonasera!
si accende il lumicino
si dice: buonmattino!

Versione 3

Piove stamattina
la gatta va in cucina
e mangia il baccalà:
la polenta la lascia là.

Versione 4

Piove piove
la gatta non si muove
si accende la candela
si dice: buonasera!

Stella, stellina, di Lina Schwarz


Stella stellina
la notte s’avvicina:
la fiamma traballa,
la mucca è nella stalla.
La mucca e il vitello,
la pecora e l’agnello,
la chioccia e il pulcino,
la mamma e il suo bambino.

Ognuno ha il suo piccino,
ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna.

La bella lavanderina


La bella lavanderina che lava i fazzoletti
per i poveretti della città.

Fai un salto, fanne un altro,
fai la giravolta, falla un’altra volta,

guarda in su guarda in giù
dai un bacio a chi vuoi tu.

Il pulcino


Lunedì chiusin chiusino,
Martedì bucò l’ovino,
sgusciò fuori Mercoledì,
“Pio, pio, pio” fe’ Giovedì,
Venerdì fu un bel pulcino,
Beccò Sabato un granino.
La Domenica mattina
aveva già la sua crestina.

Oh che bel castello!


“Oh che bel castello marcondiro ndiro ndello,
oh che bel castello marcondiro ndiro ndà”

“Il mio è ancora più bello marcondiro ndiro ndello,
il mio è ancora più bello marcondiro ndiro ndà”

“E noi lo ruberemo marcondiro ndiro ndello,
e noi lo ruberemo marcondiro ndiro ndà”

“E noi lo rifaremo marcondiro ndiro ndello,
e noi lo rifaremo marcondiro ndiro ndà”

“E noi lo bruceremo marcondiro ndiro ndello,
e noi lo bruceremo marcondiro ndiro ndà”

“E noi lo spegneremo marcondiro ndiro ndello,
e noi lo spegneremo marcondiro ndiro ndà”

“Sparerem cannoni marcondiro ndiro ndello,
Sparerem cannoni marcondiro ndiro ndà”

“Spareremo i razzi marcondiro ndiro ndello,
Spareremo i razzi marcondiro ndiro ndà”

Il codino del topino


Il codino di un topino
fuor da un buco un dì spuntò.
Venne il gatto, quatto, quatto,
e coi denti l’afferrò.
Il topino, poverino,
pianse, pianse e poi gridò.
Proprio allora, questa è bella,
un gran cane capitò
ed il gatto, quatto, quatto,
impaurito se ne andò.
Il topino e il suo codino
dentro al buco ritirò.

Vi è venuta voglia di filastrocche, magari un po’ più moderne e simpatiche? Allora non perdete anche la nostra raccolta di filastrocche per bambini, un elenco completo dove non potrete non trovare la vostra rima preferita.

Aggiornamento a cura di: Redazione Pour Femme