Fertilità maschile: attenzione alla bicicletta, troppa potrebbe nuocere

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    Fertilità maschile: attenzione alla bicicletta, troppa potrebbe nuocere

    La bicicletta influisce sulla fertilità maschile. E non in senso positivo! Questo messaggio è, naturalmente, rivolto agli aspiranti papà che, oltre a desiderare di metter su famiglia con la loro compagna, sono anche appassionati ciclisti. Sappiatelo, farà bene alla vostra salute, vi manterrà in perfetta forma fisica, sarà ecologico ed economico ma, ahimè, pedalare fa male ai vostri spermatozoi. Sto usando un tono volutamente leggero nel presentare questa notizia che proviene dall’ennesima ricerca americana su base statistica, perchè non vi è nessun elemento per il quale dobbiate prenderla come oro colato.

    Comunque, ecco di che parlo: la Boston University ha effettuato uno studio su circa 2200 pazienti che si erano rivolti ad una clinica per la fertilità. I ricercatori hanno analizzato un campione di seme per ciascuno, e valutato le risposte ad un questionario in cui si chiedevano informazioni su abitudini, stato di salute e stile di vita. Ebbene, è emerso che l’attività sportiva non aveva nessuna influenza sulla capacità di procreare, ad eccezione del ciclismo.

    Cinque ore di bicicletta alla settimana sarebbero sufficienti per danneggiare in modo sensibile la vitalità degli spermatozoi. Ben il 40% dei “ciclomani” esaminati, ha evidenziato un basso numero di spermatozoi, contro il 27% degli altri sportivi. Lo studio ha considerato molti altri fattori che potessero avere una qualche attinenza con la fertilità maschile, tra cui la pressione arteriosa, l’alimentazione e il peso, l’uso di biancheria intima più o meno attillata, e per quanto riguarda la bicicletta, non è stata fornita una spiegazione vera e propria del perchè riduca le possibilità di concepire .

    “I traumi indotti dal sellino – dice Lauren Wise, che ha coordinato la ricerca statunitense – possono spiegare questa differenza, insieme all’aumento di temperatura a livello dei genitali. Ma sono solo ipotesi, per ora l’unica cosa certa è questa differenza statistica, ma sono necessarie ulteriori indagini per scoprirne le cause”. Tutti i risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Fertility and Sterility.