Fecondazione in vitro: più facile in primavera

Da una ricerca brasiliana emerge come la fecondazione in vitro abbia più probabilità di concludersi con successo in primavera. La causa forse nell'influsso della luce sugli ormoni.

Pubblicato da Paola Perria Lunedì 18 ottobre 2010

Fecondazione in vitro: più facile in primavera

Di recente abbiamo parlato spesso di procreazione assistita, una pratica che si sta diffondendo in modo esponenziale, coinvolgendo fette sempre più vaste di popolazione. Probabilmente ciò accade perchè l’età del primo figlio si sta spostando costantemente in avanti, con tutti i problemi legati alla diminuzione della fertilità e alla difficoltà di concepire. La tecnica della fecondazione n vitro è oramai in grado di incidere in modo così significativo sulla società che il suo “papà”, il medico britannico Robert Edwards, è stato insignito del premio Nobel per la medicina, non senza polemiche.

Oggi torniamo a parlare di questo argomento per segnalare una curiosità che, pensiamo, debba essere tenuta presente dalle coppie che hanno difficoltà ad avere un figlio con metodo naturale e stanno vagliando la possibilità di affidarsi alla “provetta“. Ebbene, cari aspiranti genitori, sappiate che vi conviene aspettare la primavera. A quanto pare, infatti, la fecondazione in vitro ha maggiori probabilità di successo proprio nella stagione in cui la natura si risveglia. Sarà un caso? Vediamo qualche dettaglio di questa ricerca abbastanza sorprendente.

L’indagine è stata effettuata dall’Assisted Fertilization Center di San Paolo del Brasile e i risultati sono poi stati presentati ufficialmente a Monaco di Baviera, in occasione del World Congress of Fertility and Sterility. I ricercatori hanno valutato il tasso di fertilizzazione degli ovociti di 1932 donne fecondati artificialmente in diversi periodi dell’anno. E’ emerso che tale tasso è decisamente più elevato proprio nei mesi primaverili, nonostante la “qualità”, diciamo così, degli ovuli non fosse in nessun modo diversa.

Qual è, allora, il motivo per cui il concepimento in provetta ha più probabilità di successo tra marzo e giugno? Una delle ricercatrici, la dott.ssa Daniela Braga prova a ipotizzare che: “… la causa sia da ricercare nell’effetto che la luce ha sui neuroni che producono gli ormoni di rilascio ipotalamico delle gonadotropine“. Da profana, posso solo riportare la notizia, anche se, in fondo in fondo, mi piace pensare che è bello come la natura, nonostante tutto, riesca ad intrufolarsi nei laboratori, che per definizione sono ambienti igienicamente protetti dalle influenze esterne, e lasciare comunque la sua impronta. E’ sua, alla fine, l’ultima parola!