Fecondazione in vitro: come funziona e a chi è consigliata

La fecondazione in vitro è una tecnica molto utilizzata e per coloro che incontrano molte difficoltà nel concepimento naturale di un figlio.

Pubblicato da Francesca Bottini Lunedì 25 maggio 2009

La fecondazione in vitro è una tecnica molto utilizzata e per coloro che incontrano molte difficoltà nel concepimento naturale di un figlio.

E’ consigliata soprattutto in presenza di trombe di Falloppio ostruite, endometriosi e patologie del collo dell’utero.

Consiste nel fare avvenire una parte della fecondazione in provetta: ovulo e gli spermatozoi vengono uniti in una provetta all’ esterno dell’utero. Quando lo spermatozoo si insedia nell’utero si aspetta la divisione e poi viene iniettato nell’utero femminile.

Quando tutto va bene si dovrebbe sviluppare da questo momento una gravidanza tradizionale.

Ci sono tre tappe in questo processo, che a volte funziona e a volte no: stimolazione, prelievo e fecondazione.

Nel terzo giorno del ciclo vengono iniettati ormoni che stimolano i follicoli: quando sono maturi viene stimolata l’ovulazione con altri ormoni.

Vengono poi prelevati, in anestesia locale, gli ovociti maturi che vengono poi posti in tubo di vetro a 37°C. Lo sperma prelevato viene conservato fino al momento di separare gli spermatozoi.

A questo punto ovociti e spermatozoi cono messi in uno speciale liquido nutriente con temperatura simile a quella del corpo umano: a questo punto dovrebbe avvenire la fusione per poi essere reintrodotti in vagina.

Le possibilità di successo di questo metodo, ovvero di rimanere incinta, variano dal 15 al 20%.

Fotografie tratte da
repubblica.it
media.panorama.it