Fecondazione, donna vuole riavere un’ovaia congelata ma la legge lo vieta

Una donna malata di tumore ha deciso di farsi congelare un ovaio: oggi è guarita e vuole riaverlo per fare la fecondazione. Nel suo paese la legge è cambiata e non riesce a realizzare il suo sogno.

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 17 febbraio 2012

Fecondazione, donna vuole riavere un’ovaia congelata ma la legge lo vieta

La fecondazione assistita può essere la soluzione per tutte le donne che hanno difficoltà a rimanere incinta. Quella che vi racconto oggi è una storia un po’ particolare perché racconta il calvario vissuto da una ragazza di 28 anni che ha scelto di rimuovere e congelare il suo ovaio all’età di 16 anni, per poter seguire le terapie anticancro che avrebbero potuto renderla infertile. Tutto questo è avvenuto 12 anni fa, ma oggi che la donna sta bene e non riesce a riavere l’ovaio per sperimentare la fecondazione, perché la legge è cambiata e lo vieta.

La ragazza a 16 anni si è ammalata tumore: le è stato diagnosticato il sarcoma di Ewing, un cancro delle ossa piuttosto raro, che nel suo caso aveva raggiunto le dimensioni di un melone. All’epoca, gli esperti le avevano dato solo il 40 percento di possibilità di sopravvivere. Ovviamente, il secondo ostacolo era la fertilità: seguire le terapie per guarire poteva voler dire restare infertili. Ecco quindi la scelta del congelamento.

Kate Oliver, questo il nome della donna, ha scelto di rimuovere un’ovaia: una volta prelevato, il tessuto è stato separato, conservato in 20 diverse fiale e congelato. Ora, dopo 12 anni, è arrivato il desiderio di avere un bambino: è guarita, sta bene e vuole essere mamma. Peccato che l’intervento di reimpianto non può essere effettuato.

La donna sta facendo di tutto per risolvere questa situazione per poter aver accesso alla fecondazione assistita, con lo sperma di un donatore sconosciuto, ma sembra non esserci nulla da fare. Alla stampa britannica ha dichiarato: “Sono arrabbiata, non capisco perché devo avviare una battaglia legale per riavere qualcosa che mi appartiene”, racconta. Secondo la legge attuale, nessun ospedale della Gran Bretagna può eseguire l’intervento.