Fecondazione: boom di richieste di donne over 50

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    Gianna Nannini ha lasciato davvero il segno ed è boom di richieste di fecondazioni over 50. La cantante italiana ha dato prova di coraggio e, anche se le notizie non sono mai state confermate ufficialmente, la donna è ricorsa alla fecondazione assistita. Si dice che Gianna aspetti una bambina che si chiamerà Penelope. Ma non è l’unica donna in là con gli anni che ha deciso per questa strada: più giovane, ma anche Celin Dion e tante altre signore famose. Questi esempi rischiano di alimentare eccessive illusioni sulla fertilità femminile nelle italiane. Lo sostiene Rossella Bartolucci, presidente di Sos Infertilità Onlus, che sostiene che l’età non possa essere trascurata e che la fecondità non dura in eterno.

    “Naturalmente queste signore famose hanno il diritto come tutte di raccontare o meno i fatti propri – dice – e comprendo anche i motivi che portano una madre o un padre ad avere grandi difficoltà a rivelare al mondo e ai figli un’ovodonazione o una donazione di seme. Ma queste vicende creano sogni, illusioni”.

    C’è un detto popolare (finchè c’è sangue, c’è speranza) cui le donne si appellano, anche a 48, ma non è così. Sappiamo bene che dopo i 30 anni la fecondità di una donna crolla inesorabilmente. Il patrimonio di ovuli non si arricchisce con il passare degli anni, anzi vengono emessi mese dopo mese e quelli che restano nel corpo invecchiano con noi.

    Cosa succede? Dopo i 42-43 anni della donna la fecondazione assistita non funziona: ha percentuali di successo, sempre degradanti. A meno che non si ricorra all’ovulo di un’altra donna molto più giovane e quindi molto, molto più fertile. Ma c’è una legge che regola la procreazione assistita in Italia e vieta il ricorso a tale tecnica, per questo motivo molte coppie scelgono di andare all’estero.