Fecondazione assistita: nasce bambino sano da coppia con malattia genetica

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    Fecondazione assistita: nasce bambino sano da coppia con malattia genetica

    Quasi un miracolo: pochi giorni fa infatti si è registrata la nascita di un bambino sano da una coppia malata, portatrice di una malattia genetica. Se il bambino non fosse stato concepito grazie alla fecondazione assistita, avrebbe sofferto di ritardo psicomotorio oltre ad altre anomalie fisiche: questa particolare malattia spesso porta anche all’autismo. Ma l’equipe del prof. Carlo Foresta responsabile del Centro unico di procreazione assistita dell’ospedale di Padova non si è tirata indietro: il piccolo è coì nato perfettamente sano.

    La mamma del piccolo è una portatrice sana di una malattia genetica rara, la Sindrome di Smith Lemli Opitz.

    Oltre alla possibilità di fallimento dell’inseminazione dobbiamo anche registrare il fatto che in Italia la legge 40 limita molto questo tipo di operazioni. L’equipe di studiosi ha deciso per un’analisi pre-concepimento, sull’ovocita della donna.

    Come spiega il professor Fontana: “Abbiamo esaminato il primo globulo polare, ovvero metà dell’ovocita, che possiede il 50% del corredo cromosomico della cellula”.

    Per la fecondazione è quindi stata usata solo parte “sana” dell’ovocita, spiegando come i polari siano “materiale extra embrionale, non hanno nessun ruolo nello sviluppo del feto e la loro rimozione non interferisce con la fertilizzazione”.

    In Italia sono 88 le coppie in attesa di una situazione simile, impossibilitati a procreare perché portarori di malattie rare e non, come l’emofilia, la talassemia, o anche la fibrosi cistica.