Esami terza media e maturità 2011, troppi studenti zoppicano in italiano…

Stando agli esiti delle prove scritte degli studenti durante gli esami di maturità degli anni passati, le competenze di base di conoscenza dell’italiano le possiedono in pochi.

Pubblicato da Paola Perria Giovedì 30 giugno 2011

Esami terza media e maturità 2011, troppi studenti zoppicano in italiano…

Si sono appena concluse le prove scritte degli esami di maturità 2011, così come degli esami di terza media, che già si comincia a parlare degli esiti. E… diciamo che non sono incoraggianti, almeno stando alle proiezioni basate sui risultati degli scorsi anni per quanto riguarda la conoscenza della lingua italiana. Secondo i docenti dell’Invalsi, dalla valutazione delle prove scritte di maturità dell’anno scolastico 2008-09 (2 anni fa, e le cose ora sarebbero non dissimili, sicuramente non migliorate), oltre la metà degli elaborati di italiano (tra il 54% e il 63%) si è dimostrata al di sotto del voto di sufficienza, che per la maturità è espresso in quindicesimi.

Nella fattispecie, a “latitare” in modo desolante, sarebbero le competenze fondamentali, che sono alla base della conoscenza della nostra lingua italiana: grammaticale, testuale, ideativa e lessicale, tanto da far dire, agli esperti dell’Invalsi, che siamo di fronte alla “emergenza di una generazione di giovani priva di una competenza di base come quella che consiste nel padroneggiare la propria lingua madre”. Insomma, da mettersi le mani nei capelli.

I compiti degli alunni italiani sarebbero pieni di errori: dalla punteggiatura (questa sconosciuta), alla grammatica e ortografia, per non parlare della consecutio temporum, che in molti casi non sembra essere minimamente presa in considerazione. Con questa scarsa conoscenza e capacità di usare nel modo migliore il codice lingua, chiaramente anche i contenuti non vengono espressi in modo chiaro ed efficace, anche qualora ci fossero, con il risultato assai mortificante di un periodare sconnesso e contorto, pieno di ripetizioni e di involuzioni.

Così, mentre i professori dei licei danno la colpa alla scuola media, che non sarebbe più in grado di formare i ragazzi sulle nozioni grammaticali e lessicali di base – ricordiamo che analisi logica e del periodo sono proprio materia di insegnamento della scuola dell’obbligo – questi giovani “maturi” arrivano all’Università senza sapere neppure scrivere una mail in modo appropriato. Non che manchino le eccellenze, ci mancherebbe, ma qui si parla del livello medio.

Posso dire la mia? Per come la vedo io, ci sono colpe da tutte le parti, naturalmente, ma il difetto principale è che i ragazzi italiani, generalmente, leggono poco, pochissimo, e spesso male. Parlo di libri, di romanzi di buona letteratura, ma anche di quotidiani e giornali di approfondimento. Quelli che lo fanno, perché magari stimolati dall’esempio in famiglia, sanno anche scrivere, è matematico.