Educazione bambini, diventare grandi con la paghetta

Dare la paghetta ai bambini come strumento per diventare grandi. E' importante, rende indipendenti e si insegna il rispetto dei soldi, ma come si fa? Ecco qualche consiglio.

Pubblicato da Valentina Morosini Mercoledì 6 aprile 2011

Educazione bambini, diventare grandi con la paghetta

L’educazione dei bambini è un percorso lento e a volte complicato, soprattutto per i genitori che non sanno come muoversi. Uno strumento vecchio, ma molto rivalutato è l’uso della paghetta. Per insegnare ai piccoli il valore dei soldi è bene abituarli al concetto. Non si può dare tutte le volte che chiedono o non avranno idea di quale sia il peso del denaro che non è solo materiale, ma frutto del lavoro e della fatica dei genitori. Sicuramente dargli, all’età giusta, quindi direi dalla terza elementare, una piccola somma, anche simbolica tipo 5 euro la settimana, può aiutarli in questa direzione.

Potreste calcolare di cosa ha bisogno un bambino. Per esempio fa collezione di figurine e di qualche giochino strano. Ogni bustina 1 euro. Bene, con i 5 euro la settimana dovrà comprare queste collezione e farci magari star dentro una merenda: è ovvio che se li finisce tutti non dovrà averne altri, fino la settimana successiva. E se avanzano, invece, potreste comprare un salvadanaio e aiutarlo a risparmiare.

Dai 12 anni in poi una paghetta di circa 10 euro la settimana, sempre che ve la sentiate, può essere utile. I bambini devono imparare a scegliere ciò che desiderano e soprattutto devono avere comunque l’ok dei genitori sull’acquisto. Dargli dei soldi non vuol dire perdere il controllo di quello che entra in casa.

Gestire questa piccola somma è una scusa per parlare. Non è opportuno invece dare soldi in cambio di altro: per esempio, lavare la macchina del papà, andare a comprare il pane o a pagare le bollette, prendere buoni voti a scuola. Alcune cose non sono compiti da bambini, altre invece rientrano nei loro doveri e non è quindi un bene scambiarli con soldi.