Ecografia morfologica: quando farla e a cosa serve

Tra gli esami più importanti di tutta la gravidanza, l'ecografia morfologica è quell'esame che consente di valutare la possibilità che il feto soffra di particolari malformazioni. Non solo: può essere utile anche per le donne che sono a rischio di parto pre-termine. Scopriamo quando fare la morfologica e perché è così fondamentale

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    Ecografia morfologica: quando farla e a cosa serve

    L’ecografia morfologica è un esame fondamentale in gravidanza: è un’ecografia del secondo trimestre e serve per valutare la morfologia del feto, andando a individuare eventuali malformazioni secondo l’osservazione di alcuni parametri. Si tratta di una tappa importante della gravidanza e soprattutto di un esame diagnostico indolore e invasivo, che consente di verificare lo stato di salute del bambino. Scopriamo quindi quando fare l’ecografia morfologica nello specifico, a cosa serve e perché, in alcuni casi, è bene anticiparla o farla in 3D.

    Quando fare la morfologica?

    Effettuare ecografie in gravidanza è fondamentale per assicurarsi di controllare nel modo più corretto lo sviluppo del feto. Tra tutte queste, l’ecografia morfologica è uno dei controlli diagnostici più importanti di tutta la gestazione.

    La morfologica di secondo livello si esegue attorno alla ventesima settimana di gravidanza (in linea di massima tra la 19 e la 21) e deve essere affidata solo a mani davvero esperte, a specialisti che la eseguono in strutture attrezzate con strumentazione adeguata. È questo il momento giusto per effettuare questo tipo di controllo, quando il feto è già sufficientemente sviluppato per consentire un’indagine ecografica affidabile; questa però non è l’unica ragione per cui si decide di effettuare quest’ecografia in questo lasso di tempo. Infatti, è in queste settimane che il rapporto tra grandezza del feto e quantità di liquido amniotico è ideale per un’analisi approfondita ma, soprattutto, dopo la 22esima settimana di gravidanza la legge non consente l’interruzione di gravidanza terapeutica (che si renderebbe necessaria in caso di gravi malformazioni a carico del feto, che mettono in pericolo la vita della madre oppure sono incompatibili con la vita).

    L’ecografia morfologica si esegue attorno alla settimana 20 di gravidanza, ma in alcuni casi può essere effettuata quella che si chiama “pre-morfologica”, tra la 16esima e la 18esima settimana di gestazione. Questa può essere prescritta nel caso in cui si sia già verificato in passato un caso di malformazione a carico del feto oppure se i genitori potrebbero trasmettere particolari patologie al bambino. L’analisi della morfologia fetale verso quest’epoca gestazionale è utile perché consente di effettuare una diagnosi precoce, tramite analisi o esami più complessi e approfonditi. La pre-morfologica non sostituisce l’ecografia morfologica vera e propria, ma come detto può essere molto utile in alcuni casi.

    Ecografia morfologica: a cosa serve

    L’ecografia morfologica è “famosa” perché è quella che consente di capire il sesso del nascituro, ma in realtà la morfologica serve per fare uno studio della morfologia completa del feto, allo scopo di verificare o escludere la presenza di eventuali malformazioni. In particolare, nel corso dell’esame ecografico, lo specialista valuta le dimensioni del feto, del collo dell’utero della placenta, la quantità di liquido amniotico e controlla la conformazione dei principali distretti anatomici del feto.

    Si controlla la dimensione del cervello, la conformazione della faccia, della colonna vertebrale e del torace. Si osserva con attenzione il cuore, del quale vengono studiati sia le quattro camere sia la frequenza e il ritmo del battito cardiaco. Si valuta il flusso sanguigno, grazie al color doppler, e il diaframma, così come l’addome e tutti gli organi interni, dal fegato alla stomaco, dall’apparato genito-urinario all’intestino.

    immagini ecografia morfologica
    Ecografia morfologica che studia la conformazione della colonna vertebrale – Foto di GagliardiImages / Shutterstock.com

    Osservati speciali anche il cordone ombelicale, con valutazione dei tre vasi sanguigni che ne fanno parte, gli arti superiori e inferiori, le ossa che li compongono, le dita dei piedi e quelle delle mani. Completano l’esame le valutazioni in merito ad alcuni indicatori di rischio di cromosomopatie, cioè delle anomalie rilevabili ecograficamente a carico dei diversi organi che possono evidenziare un rischio di problemi a carico dei cromosomi del feto.

    Qui di seguito una lista di tutti gli organi interni osservati tramite l’ecografia morfologica:

    • arti superiori e inferiori
    • viso (labbra, cristallino oculare, naso, profilo)
    • torace (polmoni e posizione del cuore)
    • diaframma
    • addome (stomaco, fegato, colecisti, intestino, reni, vescica, genitali esterni)
    • cuore (studio delle quattro camere cardiache, dei vasi e della ritmicità del battito)
    • cervello (misurazione dei ventricoli, del cervelletto e della cisterna magna)
    • cordone ombelicale (vasi e inserzione in addome e placenta)

    Morfologica e parto pretermine

    L’ecografia morfologica serve a misurare il collo dell’utero della donna, non solo a fare una valutazione del rischio di malformazione del feto: questo è particolarmente utile per poter predire un eventuale parto pre-termine e/o il suo rischio, per poter agire in anticipo. Questa indagine non viene effettuata di routine, però, ma solo nelle donne giudicate già a rischio.

    Ecografia morfologica in 3D

    ecografia morfologica in 3d
    Foto di whitetherock photo / Shutterstock.com

    Normalmente la morfologica viene effettuata come una normale ecografia in due dimensioni: le nuove tecnologie però consentono, ai centri più avanzati, di avere a disposizione ecografi in 3D o addirittura in 4D. Questo tipo di esame è ancora più accurato dell’ecografia morfologica “semplice” in quanto aumentano la precisione della diagnosi o ipotesi diagnostica effettuata dal medico.

    Con l’ecografia morfologica in 3D il medico osserva infatti una fotografia più reale del feto e quindi può osservare meglio la sua morfologia.

    Che malformazioni rileva la morfologica?

    L’ecografia morfologica può essere utile nella diagnosi di malformazioni fetali, se non il primo strumento che consente di effettuare ipotesi in questo senso. Ma quali sono le patologie che può individuare?

    Normalmente la morfologica e la sindrome di Down sono spesso associate: è vero che questo esame può consentire di individuare le caratteristiche tipiche di questa malformazione, ma non è l’unica; anche la spina bifida, ad esempio, può essere visibile con questo esame.

    Non è però possibile visualizzare e individuare altre malformazioni, ad esempio quelle di piccola dimensione a carico del setto interventricolare o interatriale del cuore oppure di natura gastroenterica. Si stima che solo 6 malformazioni su 10 vengono individuate correttamente con l’ecografia morfologica, ma rimane comunque un test di screening importantissimo per la futura mamma.

    Quanto costa la morfologica

    Si tratta di uno degli esami a carico dello Stato: se viene prenotata tramite il Sistema Sanitario Nazionale, quindi, l’ecografia morfologica è gratuita. Attenzione, però, a prenotarsi per tempo: infatti è bene muoversi con largo anticipo per effettuarla nei tempi previsti.

    Ovviamente se si decide di procedere privatamente i costi dipendono dal singolo centro ecografico, attestandosi attorno ai 150-200 euro.

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