Donna incinta: percepiscono le bugie

Durante la gravidanza, si sa, gli ormoni sono in subbuglio e questa tempesta non influenza solo l'umore ma, a quanto pare, rende le donne più "sensitive" e, come delle superwoman, in grado di essere vigili e pronte a leggere nei volti altrui minacce o cattive intenzioni.

Pubblicato da Valentina Morosini Mercoledì 16 dicembre 2009

Donna incinta: percepiscono le bugie

La gravidanza rende le donne più sensibili. Tutto dipende dagli ormoni, come quando abbiamo il ciclo, che ci rendono iper emotive: si piange per un film stupido e ci si arrabbia per una parola detta male. Insomma l’umore va in altalena e si sta molto più sulla difensiva. Perché? Secondo quanto ho letto su La Stampa di oggi, la spiegazione potrebbe essere facilmente ricondotta al senso di protezione e sopravvivenza che si acuisce in questo periodo della vita e, ancora di più una volta partorito. È il tipico atteggiamento di protezione verso la prole che fa di tutte le femmine del regno animale delle potenziali “tigri”.

Alcuni ricercatori inglesi hanno voluto approfondire il tema per capire quale fosse la capacità delle mamme incinte di “leggere” nei volti delle persone le intenzioni e i sentimenti non espressi verbalmente. Dai risultati è emerso che i volti che, secondo le mamme, esprimevano sentimenti di felicità o sorpresa erano stati associati esattamente all’emozione corrispondente in entrambe le fasi della gestazione in modo abbastanza preciso, mentre per quanto riguardava i volti collegati a espressioni negative come rabbia, paura le associazioni erano maggiormente precise nel test avvenuto durante l’ultima fase delle gravidanza.

La spiegazione potrebbe essere che nella fase terminale ci sono maggiori concentrazioni di ormoni e, in vista dell’imminente parto, l’attenzione vigile viene esaltata per il già citato discorso della protezione di prole e famiglia. State attenti, soprattutto voi papà, prima di mentire o nascondere i sentimenti (specie se negativi) a una donna in attesa sarà meglio pensarci due volte.