Diritti dell’infanzia, è nato Science for Peace Generation

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    Che cos’ è Science for Peace Generation? È il movimento nato, alla Clinica Mangiagalli, in occasione dell’anniversario dei 20 anni della Convenzione dei diritti dell’infanzia, che vuole sancire un patto di rispetto e assistenza verso i più deboli e la diffusione della scienza come risorsa comune.

    Il movimento è promosso dal mensile Insieme e dalla Fondazione Umberto Veronesi . «Un patto che si basa sull’impegno mio e di tutte le persone che hanno fatto propri gli obiettivi del nostro movimento», precisa il professor Veronesi, «ma anche sull’impegno dei giovani di domani, perché non cedano alla violenza, e si assumano responsabilmente il compito di mantenere e diffondere la pace».

    Chiunque può unirsi a questa “associazione” tramite il sito della Fondazione www.fondazioneveronesi.it Saranno numerosi gli eventi futuri cui partecipare, intanto un primo passo è stato compiuto.

    I principali obiettivi sono:

    1) DIFFUSIONE DELLA CULTURA DI PACE

    * Richiesta di inserimento di programmi di educazione alla Pace e di corsi di insegnamento nelle scuole a tutti i livelli.

    * Sostegno ai movimenti ecumenici interreligiosi per un comune programma di Pace.

    * Appello alle Banche Centrali, affinché verifichino l’applicazione di un codice etico nel mondo bancario, che impegni moralmente le banche a rendere trasparenti i finanziamenti alle aziende che producono armi e a ridurli progressivamente. Ad esempio, esiste il riferimento internazionale della Convezione di Ottawa per la messa al bando delle mine anti-uomo sottoscritta nel 2004 da 152 Nazioni.

    * Istituzione di un’Associazione Permanente di Paesi per la Pace con una voce di spesa per gli armamenti inferiore all’1% del proprio PIL (per esempio il Costa Rica). L’Associazione dovrà essere riconosciuta a livello internazionale.

    2) RIDUZIONE DELLE SPESE MILITARI

    * Richiesta ai governi europei di una progressiva riduzione delle spese militari.

    * Destinare le risorse recuperate dalla riduzione delle spese militari a urgenze sociali e progetti di ricerca e sviluppo. Tali risorse confluiranno in un fondo comune che, sotto il controllo dell’ONU, devolverà sostegni finanziari solo a quelle Nazioni che perseguano una politica di disarmo o di progressiva smilitarizzazione.

    * Inserire il disarmo nucleare tra le massime priorità della politica internazionale attraverso attività di lobbying e il sostegno alle organizzazioni e ai movimenti già impegnati a raggiungere tale obiettivo.

    * Creazione di un gruppo di studio europeo formato da uomini politici, di cultura, capi di stato maggiore che saranno invitati a studiare un piano progressivo di riduzione delle spese militari dei singoli Paesi a favore di un Unico Esercito Europeo di Pace e della costituzione di un Corpo Civile di Pace Europeo.

    Foto tratte da

    flickr.com

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