Diarrea nei bambini: che fare

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    Diarrea nei bambini: che fare

    Vostro figlio ha la diarrea e siete già preoccupate alla prima scarica? Niente paura, cerchiamo di analizzare bene la questione. Con il termine diarrea si intende l’emissione di feci scomposte, liquide o comunque poco dense. La consistenza ha un suo valore, ma molto di più conta il numero delle scariche, la loro frequenza. La principale complicanza infatti di questo sintomo è la disidratazione, causata dalla perdita eccessiva di liquidi. Per tenere sotto controllo questa, specie se si è anche in presenza di vomito, verificate se il bambino ha la bocca secca e quanta pipì fa, nonché la concentrazione di quest’ultima.

    In genere la diarrea è causata da un’infezione virale: nella maggior parte dei casi si tratta di Rotavirus, ma non mancano casi di batteri (come nella salmonella) o parassiti (le guardie).

    Non cercate dunque di bloccare queste emissioni (magari con farmaci particolari): questo perché è sempre opportuno in parere del medico prima di dare un medicinale ad un bambino, anche se l’età lo permetterebbe, ma soprattutto perché la diarrea elimina i microrganismi infettivi, nel frattempo che il sistema immunitario si mette in funzione.

    Se non passa in breve o si manifesta di frequente, può essere il sintomo di una intolleranza alimentare. Quella dei neonati allattati al seno, dopo ogni pasto, non va confusa con gli episodi diarroici: è semplice pupù, liquida perché si nutrono di solo latte. Più densa quella dei bambini allattati artificialmente (anzi ci sono frequenti casi di stipsi), a causa della formulazione.

    Il disturbo può durare anche una settimana: controllate che il bimbo reintegri i liquidi ed attivatevi affinché segua un’alimentazione astringente. Non utilizzate neppure i fermenti lattici se non ve lo ha consigliato il vostro pediatra. Mai gli antibiotici che si danno solo dopo la conferma della presenza dei batteri attraverso la coprocoltura.