Diabete in gravidanza: un pancreas artificiale per ridurre i rischi

Per scongiurare i rischi che il diabete di tipo I provoca sulla salute di mamma e feto in gravidanza, in Inghilterra hanno creato un pancreas artificiale che controlla la glicemia.

Pubblicato da Paola Perria Martedì 1 febbraio 2011

Diabete in gravidanza: un pancreas artificiale per ridurre i rischi

Torniamo a parlare di diabete in gravidanza, ma stavolta della malattia primaria, non la patologia di tipo gestazionale che può insorgere solo durante la dolce attesa. Quando una donna affetta da diabete di tipo I (la forma più grave) si accorge di essere incinta, logicamente la sua cartella clinica esigerà anche delle cure diverse e specifiche affinché siano garantite la salute di mamma e feto, rispetto ad una gestante senza patologie pregresse. Il problema principale è che durante i nove mesi, mantenere su livelli-norma la quantità di glucosio nel sangue con le sole iniezioni di insulina è molto più difficile.

Conseguenza: la futura mamma rischia seriamente di vedere i propri valori oscillare pericolosamente durante il giorno, passando da iper a ipo-glicemia, senza riuscire a mantenere un controllo efficace. Troppi zuccheri nel sangue durante la gestazione, come sappiamo, producono effetti molto negativi sullo sviluppo del feto: accrescimento abnorme e rischio per la sua salute durante la nascita e le prime settimane di vita.

Per ovviare a tutto questo, dato che, come abbiamo anticipato, la normale terapia insulinica non è sufficiente, i ricercatori della Cambridge University (Inghilterra) hanno messo a punto un dispositivo che funge da pancreas artificiale e che è stato descritto sulla rivista Diabetes. I medici hanno creato questo sostituto dell’organo umano grazie all'”assemblaggio” di un dispositivo per il monitoraggio in continuo del glucosio con una pompa per iniettare l’insulina.

Il pancreas artificiale è stato poi testato su dieci donne in gravidanza, rivelandosi estremamente efficace nel tenere sotto controllo la glicemia impedendo sia i cali notturni che i “picchi” diurni. “Questa scoperta è davvero promettente – ha commentato Hele Murphy, del team di ricercatori britannici – ora stiamo per iniziare il test su più persone”. Una buona notizia, dunque, per tutte le ragazze ammalate di diabete, che potranno affrontare una futura maternità con molta più serenità.