Costretta al parto cesareo dalla polizia a Treviso

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    Costretta al parto cesareo dalla polizia a Treviso

    Ci si lamenta che l’uso del taglio cesareo sia esagerato in Italia: abbiamo il record Europeo. Poi leggo una notizia simile e resto basita. Una ragazza del Burkina Faso di soli 21 anni, la notte tra venerdì e sabato, si è sottoposta all’intervento solo dopo l’intervento di una volante della polizia. Non ne voleva proprio sapere di far nascere così il suo bambino. Il motivo? “Nel suo Paese, il parto è possibile solo per via naturale anche a costo di pregiudicare la salute o la vita stessa del nascituro”, ha raccontato Giuseppe Dal Pozzo, primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Ca’ Foncello.

    Purtroppo al piccolo era stata diagnosticata una grave sofferenza fetale e ovviamente ricorre al parto naturale stava diventando troppo pericoloso, bisognava indurlo con il cesareo. Il marito era d’accordo con la ragazza e voleva che nascesse con il cesareo, ma la mamma temeva che l’intervento le potesse pregiudicare la possibilità di avere figli in futuro.

    I medici del reparto le hanno provate tutte per convincerla al cesareo, il primario ha quindi avvertito del problema sia la direzione sanitaria dell’Usl 9 che il magistrato di turno e tutti erano concordi nel procedere con il cesareo. Solo dopo l’intervento della polizia, la ragazza ha cambiato idea. È stata davvero una scelta difficile per lei, ma ora il bimbo è in fase di ripresa, nonostante il quadro clinico sia ancora problematico.

    Il primario sulla scelta di chiamare la volante ha commentato: “Ho ritenuto che la presenza degli agenti fosse necessaria a tranquillizzare un po’ gli animi e così è stato. Anche grazie alla loro mediazione il marito ha firmato il consenso e intorno alle 15.30 il piccolo è nato“. Benvenuto al mondo.