Cosa fare se i figli adolescenti passano troppo tempo su Facebook

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    Cosa fare se i figli adolescenti passano troppo tempo su Facebook

    Il binomio adolescenti-Facebook è diventato, oramai, praticamente inscindibile. Il più frequentato e discusso social network del globo è diventato una piazza affollatissima, pensate che stando agli ultimi dati ben un italiano su 3 ha un suo profilo su Fb. Naturalmente questa forma di comunicazione non poteva non appetire particolarmente i più giovani, e sono davvero tantissimi i minori che passano ore a chattare, pubblicare link e foto e spettegolare su Facebook. Non ci si può fare molto, nel senso che per dei genitori di figli teenagers, impedire l’accesso al social network non solo è praticamente impossibile, ma in buona sostanza inutile e controproducente.

    Tuttavia, poiché FB può essere fonte di innumerevoli pericoli, di varia natura, è sempre necessario vigilare. Vediamo, innanzi tutto, quali sono le insidie che si celano dietro questo enorme fenomeno mediatico, e cosa si può fare per proteggere gli adolescenti.

    Facebook e adolescenti: quali sono i rischi?

    Stando agli ultimi studi e indagini provenienti da diversi istituti di ricerca, specialmente made in USA, una eccessiva frequentazione di Facebook può portare a molte conseguenze potenzialmente dannose per i minori. Ad esempio, il fatto di condividere in modo quasi compulsivo foto e immagini di se stessi, avrebbe un effetto deleterio sull’autostima delle ragazze, predisponendole in misura maggiore a sviluppare disturbi del comportamento alimentare come anoressia e bulimia. Il tutto per poter presentare una immagine di sé quanto più possibile vicina ai canoni di bellezza femminile attualmente in voga, e ispirata alle attrici di telefilm di successo come, tra gli altri, Gossip Girl. Ancora, sia per i maschi che per le femmine, l’appartenenza alla comunità virtuale di FB, può portare ad abitudini pericolose, come una sessualità “facile” e l’inclinare a vizi quali fumo, alcol e droghe, solo per omologarsi alla massa o, al contrario, apparire “trendy”, avere un maggiore appeal. Inoltre, ci sono problemi legati alla privacy, e il fatto che, spesso, soprattutto le adolescenti finiscono per cadere nelle trappole di malintenzionati e rischiare di incappare in avventure che si vorrebbero “romantiche”, ma che invece si tramutano in incubi. E che dire della foto e dei video scambiati tra amici di scuola, al solo scopo di umiliare qualche compagno considerato “sfigato”, in un vero e proprio fenomeno di bullismo mediatico? Tutte conseguenze deleterie dell’abuso di questo strumento che, di per sé, potrebbe invece rivelarsi utile per migliorare la comunicazione tra adolescenti, creando un “filtro” che sottrae imbarazzi e paure e aiuta a conoscersi in modo più profondo, anche grazie alla scoperta dei gusti e delle preferenze (nascoste ai più, di solito) dei propri amici, anche intimi. Insomma, come per tutte le cose esistono i pro e i contro, ma che fare per evitare le trappole?

    Facebook e adolescenti: come proteggerli

    Per limitare gli eccessi di Facebook, legati, sostanzialmente, ad una frequentazione eccessiva, compulsiva, per ore ed ore quotidiane, che rischia davvero di alienare l’adolescente, è necessario creare delle alternative. Un teenager solo, che non abbia altre possibilità di “sfogo”, ma anche semplicemente motivi per uscire fuori di casa, si creerà fatalmente una vita parallela su FB, e questa eventualità va assolutamente evitata, perché può portare davvero ad un mutamento della personalità del giovane, e non in senso positivo. Facilmente potrei dirvi che un adolescente tra gli 11 e i 16 anni dovrebbe avere l’opportunità di praticare uno sport, di sviluppare un hobby creativo (musica, disegno, scrittura, ecc.), di frequentare un gruppo di amici “reali”. Ma tutti sappiamo che spesso le cose non sono così automatiche, e neppure così semplici. L’adolescente perfetto non esiste, e quando il problema è magari una grande timidezza, o una grande insicurezza, il senso di solitudine e di angoscia possono spingere sempre più verso l’isolamento virtuale. Viceversa, anche il teenager più estroverso, irretito dalle sirene di Fb, può finire per esprimere al peggio le sue qualità, diventando pettegolo e invadente, irrispettoso della privacy altrui. Allora bisogna stornare la loro attenzione dal pc usando tutti gli accorgimenti possibili. Stare con i genitori per un adolescente non è sempre il massimo, ma a volte è solo questione di capire come restare insieme, costruendo occasioni di incontro appetibili e che vadano incontro alle loro preferenze. Se il minore ama la musica, è l’occasione per fare uno sforzo e creare punti di contatto con le proprie passioni (intendo di mamma e papà), magari discutendo proprio di come siano cambiate le modalità di fruizione della musica. Frequentare concerti insieme può essere un buon modo. L’attività sportiva è sempre utile, ma stando attenti ad intercettare le inclinazioni del proprio figlio. Inutile iscriverlo a calcetto, se ama gli sport individuali, deleterio insistere con la ginnastica, se ama le attività all’aria aperta e giocose. Parlare molto (approfittando di ogni occasione, di ogni spunto di discussione) è utile, ma un genitore deve soprattutto saper osservare, in silenzio. Capire quando, e perché, gli occhi del proprio figlio si illuminano di interesse, verso cosa inclina naturalmente, cosa gli procura gratificazione, questo è il primo modo per venirgli incontro, e per stupirlo, offrendogli alternative sempre più stimolanti, che allontanino Fb dalla sua mente, riducendolo a semplice strumento di comunicazione, non centrale, non vitale, nella sua ben più ricca esistenza. Provate, giorno per giorno. Non è facile ma… entusiasmante!

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