Concepimento artificiale: il futuro delle coppie

Un medico ha teorizzato negli anni 30 che tra circa dieci anni il concepimento avverrà quasi esclusivamente in vitro e il sesso sarà un piacevole passatempo. E' vero?

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 18 maggio 2010

Oggi ci sembra ancora fantascienza, eppure tra qualche anno fecondazione concepimento saranno ancora più legati. Il Corriere della Sera, in un articolo di oggi, riporta la notizia che fra dieci anni circa le coppie non faranno più sesso per concepire, perché tutto avverrà in vitro. L’atto sessuale sarà solamente un piacere della carne, un atto di intimità. Fine quindi corse in pausa pranzo, gambe in aria e il prosciugamento del marito fino alla gravidanza accertata. La previsione non è di oggi, ma è stata fatta nel 1932 da Aldous Huxley nel suo «Brave New World» («Il mondo nuovo»), dove si teorizzava il ricorso alle tecnologie riproduttive e al controllo mentale. Se ci pensate è sconvolgente e anche un po’ disumano.
Secondo il dottor John Yovich e il suo collega, Gabor Vajta, infatti, nel giro di un decennio si ricorrera molto di più al concepimento artificiale e il sesso diventerà uno svago. Il possibile ricorso alla fecondazione in vitro aumenterebbe anche le questioni etiche relative all’eugenetica, si chiama così ma è la selezione genetica dell’uomo.

«La riproduzione naturale attraverso l’atto sessuale è, nella migliore delle ipotesi, un processo abbastanza inefficace perché per gli over 35 la percentuale di concepimento è di uno su dieci, mentre per i più giovani si scende a uno su quattro», aveva annunciato nel suo libro John Yovich.

Voi cosa ne dite? Crede in questo nuovo mondo e in questo modo di mettere al mondo i figli. Devo dire che se è un metodo per superare i problemi di fertilità è magnifico, ma se lo è per selezionare solo una parte di umanità… allora forse sarebbe meglio fare qualche passo indietro.

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