Come ottenere gli assegni di maternità

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    L’assegno dello Stato, pensato per aiutare anche le madri che al momento del parto non lavorano, é garantito per cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso del permesso di soggiorno.

    Ci sono anche altre forme di tutela che prevedono l’assegno anche per le donne che adottano un bambino e al momento del suo ingresso in famiglia non lavorano.

    Ma vediamo in dettaglio in quali casi è previsto l’assegno di Stato:

    • Per la donna che si è dimessa volontariamente dal lavoro durante la gravidanza. Deve avere in questo caso almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo compreso fra i 9 e i 18 mesi precedenti la nascita del bambino (o al suo arrivo in famiglia nel caso di adozioni);

    • Per la donna che ha un rapporto di lavoro e una qualsiasi forma di tutela per la maternità. Se ha ricevuto almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo compreso fra i 9 e i 18 mesi precedenti la nascita del bambino (o al suo arrivo in famiglia nel caso di adozioni), ma non ha raggiunto i requisiti per l’indennità di maternità ha diritto all’assegno dello Stato. Nel caso in cui l’indennità di maternità sia già riconosciuta, ma risulti di importo inferiore all’assegno le spetterà comunque la differenza;

    • Per la donna che prima della gravidanza ha avuto diritto ad una prestazione dell’Inps (ad esempio per malattia o disoccupazione) per aver lavorato almeno tre mesi, purché non sia trascorso un determinato periodo di tempo, diverso a seconda dei casi (mai superiore ai nove mesi).

    La domanda va presentata sull’ apposito modulo, disponibile presso gli uffici Inps e sul sito dell’Istituto, nella sezione “moduli” e va consegnato agli uffici Inps più vicini all’abitazione della madre.

    L’assegno dei Comuni è concesso alle madri il cui reddito familiare non superi il tetto previsto dall’ISE (per il 2008 è di 31.223,51 euro, relativo ad un nucleo di tre persone). La domanda va presentata al proprio Comune di residenza.

    Le prestazioni, non cumulabili fra loro, vanno richieste entro 6 mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato.