Carnevale 2010: ecco le filastrocche e le poesie

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    Carnevale 2010: ecco le filastrocche e le poesie

    Carnevale è certamente una delle feste più amate dai bambini e non solo. Poeti hanno dedicato i loro versi a questa ricorrenza in cui, almeno per un giorno, si gioca ad essere quello che non si è. “A Carnevale ogni scherzo vale” e bisognerebbe anche dire: “Ogni filastrocca vale”. Oggi ve ne propongo tre: sicuramente conoscerete quella di Rodari e D’Annunzio, che solitamente si studiano alle scuole elementari. Da proporre ai vostri bambini per allietare il giorno di festa.

    Brighella

    Son Brighella, attaccabrighe.

    Ho la casacca con le righe,

    righe verdi ed alamari,

    sempre le tasche senza denari.

    Mangio molto, non spendo mai:

    niente soldi e niente guai!

    Carnevale

    Gianni Rodari

    Carnevale in filastrocca,

    con la maschera sulla bocca,

    con la maschera sugli occhi,

    con le toppe sui ginocchi:

    sono le toppe d’Arlecchino,

    vestito di carta, poverino.

    Pulcinella è grosso e bianco,

    e Pierrot fa il saltimbanco.

    Pantalon dei Bisognosi

    “Colombina,” dice, “mi sposi?”

    Gianduia lecca un cioccolatino

    e non ne da niente a Meneghino,

    mentre Gioppino col suo randello

    mena botte a Stenterello.

    Per fortuna il dottor Balanzone

    gli fa una bella medicazione,

    poi lo consola: “E’ Carnevale,

    e ogni scherzo per oggi vale.”

    Carnevale vecchio e pazzo

    Gabriele D’Annunzio

    Carnevale vecchio e pazzo

    s’è venduto il materasso

    per comprare pane, vino,

    tarallucci e cotechino.

    E mangiando a crepapelle

    la montagna di frittelle

    gli è cresciuto un gran pancione

    che somiglia ad un pallone.

    Beve, beve all’improvviso

    gli diventa rosso il viso

    poi gli scoppia anche la pancia

    mentre ancora mangia, mangia.

    Così muore il Carnevale

    e gli fanno il funerale:

    dalla polvere era nato

    e di polvere è tornato.