Canzoni: “Gugù il bambino dell’età della pietra”

Una canzone dello Zecchino d’oro ci aiuta ad affrontare con simpatia ed ironia il peso dello zaino scolastico dei nostri figli: “Gugù il bambino dell’età della pietra”.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Lunedì 20 settembre 2010

Canzoni: “Gugù il bambino dell’età della pietra”

La scuola è iniziata già da qualche giorno e gli zainetti dei bambini si cominciano a fare pesanti con i nuovi libri e quaderni. Nella scuola elementare di mia figlia, il corpo docenti e tutta la direzione didattica tendono a stimolare noi genitori a non sostituirci ai bambini, a renderli indipendenti, non solo nel fare i compiti, ma anche nel trasportare lo zaino. Di base hanno ragione. Se abbiamo scelto lo zaino giusto non dobbiamo preoccuparci più di tanto. Se poi consideriamo che i nostri figli non fanno che pochi metri con il peso sulle spalle, la nostra ansia è veramente inutile.

Eppure, care mamme lo sapete meglio di me: cerchiamo di facilitare i nostri bambini appena possiamo, compreso in questo caso. Allora una maestra mia amica e coetanea, per prendermi in giro mi ha ricordato una canzone dello Zecchino d’oro di qualche anno fa. Leggiamone insieme il testo.

Gugù, bambino dell’età della pietra

Un dì nell’età della pietra,
quel tempo lontano che fu
in una caverna viveva un bambino di nome Gugù.
Studiava sui libri di pietra
la carta non c’era, si sa,
quel libro, ragazzi, pesava,
forse più di un quintale, chissà.

Rit.
E quando a scuola il suo libro portava,
come pesava, come pesava,
con quella pietra Gugù camminava,
poi si fermava, si riposava,
ogni tre passi così si fermava,
si riposava, si riposava,
e quando a scuola in ritardo arrivava,
quattro in condotta il maestro gli dava.

Su un grosso quaderno di pietra
scriveva ogni giorno Gugù
battendo il martello incideva
A B C F G H U.
Battendo scintille faceva
ma un giorno il quaderno cascò
che botta ragazzi che botta
per tre giorni Gugù zoppicò!

Rit.
E quando a scuola il suo libro portava,
come pesava, come pesava,
con quella pietra Gugù camminava,
poi si fermava, si riposava,
ogni tre passi così si fermava,
si riposava, si riposava,
e quando a scuola in ritardo arrivava,
quattro in condotta il maestro gli dava.

E noi bambini che ci lamentiamo
quando alla scuola i libri portiamo,
se son pesanti allora pensiamo
al grosso libro che aveva Gugù,
al grosso libro che aveva Gu-gù!