Periodo fertile: il calcolo dell’ovulazione per rimanere incinta

Qual è il periodo fertile per rimanere incinta e come si calcola l'ovulazione? Scopriamo alcuni suggerimenti utili per riuscire ad avere una gravidanza e alcuni metodi per fare un calcolo il più possibile esatto dei giorni fertili, ma anche del periodo meno fertile quando si hanno meno probabilità di poter concepire.

Pubblicato da Anna Franceschi Venerdì 16 dicembre 2016

Periodo fertile: il calcolo dell’ovulazione per rimanere incinta

Vuoi sapere qual è il tuo periodo fertile e fare il calcolo dell’ovulazione per rimanere incinta? Esso infatti permette di stabilire il momento giusto per provare a diventare mamma, con una probabilità molto alta soprattutto se il ciclo mestruale è abbastanza regolare. Per sapere con maggior certezza qual è il momento migliore per concepire un bambino è infatti indispensabile sapere qual è la durata media del proprio ciclo mestruale, ma esistono metodi per il calcolo dei giorni fertili anche con un ciclo irregolare basandosi su alcuni sintomi a cui prestare attenzione. Con il calcolo dell’ovulazione si può arrivare a programmare il concepimento, anche se talvolta avere un bambino è solo una questione di tempi, un po’ come quando si danza. Indovinato quello giusto, cogliere il ritmo è davvero un attimo. Scopriamo allora come rimanere incinta usando diversi metodi per il calcolo del periodo fertile e, quindi, dell’ovulazione.

Quando avviene e quanto dura il periodo fertile? Com’è strutturato il ciclo mestruale? Come sono regolati i meccanismi che portano all’ovulazione, cioè alla maturazione della cellula uovo o ovocita, momento in cui la donna può concepire? Scopriamone di più.

Il ciclo mestruale

Il ciclo mestruale dura circa 28 giorni, ovvero l’arco di tempo che intercorre tra il primo giorno di mestruazione e il primo del ciclo successivo. Non tutte le donne sono così precise, può esserci chi ha cicli un po’ più brevi e chi più lunghi.
Il ciclo mestruale si divide in:

  • la fase pre-ovulatoria
  • la fase ovulatoria
  • la fase post-ovulatoria

L’intero ciclo è gestito da due ghiandole, una che fabbrica gli ormoni necessari per l’ovulazione e si chiama ipofisi, e l’altra, l‘ipotalamo, che regola gli ormoni prodotti dall’ipofisi.
Attenzione, però: non tutti i cicli portano all’ovulazione. Esistono alcuni cicli anovulatori, ciò è perfettamente normale ma è bene osservare il proprio ciclo per qualche mese per capire se ci siano eventuali problemi. Ecco perché è importante utilizzare uno dei metodi sotto descritti per il calcolo dell’ovulazione e del periodo fertile.

Il periodo fertile

Le donne che desiderano una gravidanza devono imparare a conoscere il proprio corpo e avere delle nozioni fondamentali sul ciclo mestruale e sul relativo periodo fertile; ecco quindi spiegate nel dettaglio le tre fasi del ciclo mestruale, per individuare i giorni fertili al mese in cui concentrare i rapporti sessuali per rimanere incinta.

Fase pre-ovulatoria

Il periodo pre-ovulatorio è caratterizzato dalla produzione delle gonadotropine, ormoni che stimolano lo sviluppo dei follicoli contenenti gli ovuli. In questa fase comincia ad aumentare la produzione degli estrogeni, ormoni che fanno ispessire la parete uterina con l’accumulo di sangue e sostanze nutritive che potranno servire alla crescita dell’uovo se sarà fecondato.

Fase ovulatoria

Il periodo ovulatorio è invece caratterizzato dall’aumento della produzione degli estrogeni che portano alla rottura del follicolo dominante e il rilascio dell’ovocita maturo destinato a essere fecondato dall’ovaio nella tuba di Falloppio. I livelli alti di estrogeni sono associati alla secrezione del muco cervicale fertile, una sostanza bianca e vischiosa che ha il compito di aiutare gli spermatozoi a muoversi più facilmente e a sopravvivere più a lungo.
L’ovulo si sposta quindi lungo la tuba di Falloppio verso l’utero, e riesce a sopravvivere fino a 24 ore, e queste ore rappresentano il momento di massima fertilità.
In realtà, siccome gli spermatozoi all’interno della donna riescono a vivere per 72-96 ore, la probabilità di rimanere incinta aumenta e comprende anche i giorni che precedono l’ovulazione, portando il periodo fertile a circa 4-5 giorni ogni mese.
Ricordiamo che l’età della donna non influisce sulla durata del periodo fertile mensile, ma la probabilità di successo del processo diminuisce anno dopo anno.

Fase post-ovulatoria

Il periodo post-ovulatorio è caratterizzato dalla produzione di progesterone, un ormone che ispessisce la parete uterina per accogliere l’ovulo fecondato. Il follicolo vuoto si restringe e se l’ovulo non è stato fecondato inizia la sindrome premestruale. Diversamente l’ovulo si impianta sulla parete uterina e inizia la gravidanza.

Il calendario dell’ovulazione

Secondo il calendario dell’ovulazione i giorni più fertili sono quelli pre-ovulatori e il giorno dell’ovulazione, una fase che si colloca 14 giorni prima dell’inizio della mestruazione successiva, ossia a metà del ciclo se si hanno mestruazioni ogni 28 giorni regolari.
calendario ovulazione
Come già detto, il ciclo mestruale dura circa 28 giorni. La prima cosa da fare è verificare quanto dura il proprio, perché a seconda della durata anche l’ovulazione varierà.
Ci vogliono nove giorni per la fase proliferativa o pre-ovulatoria, momento in cui i follicoli ovarici si ingrosseranno a seguito di un processo ormonale. Dopo questa fase dovranno passare ancora altri giorni prima che avvenga l’ovulazione, che avviene di solito intorno alla metà del ciclo.
Quindi ad esempio, se il tuo ciclo dura 26 giorni, i primi nove sono la proliferativa e l’ovulazione avverrà dopo 4 giorni, circa a metà del ciclo.
In definitiva quindi i giorni fertili dopo il ciclo vanno dall’ottavo al diciannovesimo giorno, calcolandoli a partire dal primo giorno di mestruazione, ossia approssimativamente tra la seconda e la terza settimana del ciclo, una fascia ampia anche perché si deve tenere presente che gli spermatozoi riescono a sopravvivere anche 3 giorni se si trovano all’interno delle vie genitali femminili e fino a 5 se si trovano a livello del collo dell’utero.

I sintomi del periodo fertile

tabella ovulazione
L’ovulazione, ovvero la formazione della cellula uovo o ovocita, non è una fase che passa totalmente inosservata: la donna seppur in modo lieve (non sempre) se ne accorge.
Durante l’ovulazione si possono presentare perdite bianche che prendono il nome di leucorrea. La produzione di leucorrea durante l’ovulazione dipende dall’aumento del muco cervicale in fase pre-ovulatoria.
In questa fase, inoltre, si registrano spesso dolori come fitte al basso ventre, per alcune donne sono quasi degli spasmi dolorosi, spesso capita quando si smette la pillola dopo anni di assunzione.
Un altro sintomo è l’aumento della temperatura basale, ecco perché molte donne la tengono controllata e utilizzano questo dato per programmare la gravidanza.

Il calcolo dei giorni fertili

Quando si è alla ricerca di una gravidanza, oltre ad aumentare il numero di rapporti sessuali non protetti è consigliabile utilizzare uno dei metodi naturali per tenere sotto controllo la propria fertilità individuando i giorni fecondi ed aumentando così la probabilità di concepimento.
Esistono infatti metodi utilizzati anche come sistemi contraccettivi naturali che permettono di conoscere il momento fertile attraverso una conoscenza approfondita del proprio corpo e il riconoscimento dei sintomi dell’ovulazione.

Metodo Ogino-Knaus

Questo metodo può essere usato per individuare il periodo più fertile, ed è basato sul calcolo teorico dei giorni potenzialmente fecondi per la donna. La precisione del metodo si ha se i cicli sono abbastanza regolari e in questi casi segnala che se si hanno rapporti completi fra il decimo e il diciottesimo giorno del ciclo si hanno molte probabilità di rimanere incinta. Per approfondire, potete leggere il nostro articolo dedicato al metodo Ogino-Knaus, che vi spiegherà nel dettaglio quando e come applicarlo.

Metodo della temperatura basale

Questo sistema si basa sulla flessione della temperatura che si registra quando l’ovulo viene rilasciato dal follicolo, ciò indica che l’ovulazione ha avuto inizio e i rapporti possono portare al concepimento.
Per individuare il giorno dell’ovulazione, ogni mattina appena ci si sveglia si deve misurare la propria temperatura utilizzando un termometro per via vaginale. Il momento in cui la temperatura aumenta di 0,3/0,5 gradi indica l’avvenuta ovulazione; volete saperne di più? Leggete il nostro approfondimento sul metodo della temperatura basale, dove troverete anche un’utile tabella per segnare con precisione, ogni giorno, le misurazioni effettuate.

Metodo Billings e analisi del muco cervicale

Il metodo del muco cervicale si basa -appunto- sull’osservazione del muco e delle sue variazioni di colore e consistenza a seconda del periodo ovulatorio.
Nel periodo di fertlità massima, ossia durante l’ovulazione, l’aumento dei livelli di estrogeni ne aumenta la quantità e la densità arrivando ad assumere un aspetto simile a quello dell’albume dell’uovo, condizioni che favoriscono la sopravvivenza e il cammino degli spermatozoi verso l’ovulo.
Ecco le principali modifiche del muco cervicale:
analisi muco fertilita

  • muco pre-ovulazione: a livello vaginale si avverte secchezza e il muco è ostile al passaggio degli spermatozoi
  • muco verso l’ovulazione: muco appiccicoso e poco fluido di colore bianco o crema
  • muco nei giorni dell’ovulazione: muco abbondante, filamentoso, chiaro
  • muco post-ovulazione: muco con filamenti che si rompono e secchezza vaginale

Se siete interessate a questo sistema del calcolo del periodo fertile, potete leggere il nostro approfondimento sul metodo Billings, ricco di immagini e tutorial per riconoscere il muco cervicale ovulatorio.

Metodo sintotermico

Oltre ai metodi già citati, anche quest’ultimo metodo aiuta a calcolare i giorni fertili per massimizzare le possibilità di rimanere incinta. Questo sistema di calcolo del periodo fertile combina l’osservazione del muco cervicale (del metodo Billings) con quello della temperatura basale, oltre che di altri sintomi del ciclo mestruale per individuare il periodo fertile o meno, come le perdite intermestruali o le modifiche della cervice uterina. Qui abbiamo parlato del metodo sintotermico, forse uno dei più completi per essere certe della propria ovulazione.

Metodo Shettles

La teoria formulata negli anni ’70 dal Dr. Landrum B. Shettles e da David Rorvik, autori dello scritto “How to Choose the Sex of Your Baby”, ossia “Come scegliere il sesso del tuo bambino” sostiene che sia possibile aumentare le probabilità di concepire un maschio o una femmina scegliendo il giorno in cui avere rapporti non protetti.
Il Metodo Shettles è basato sullo studio degli spermatozoi e sulla loro proprietà di avere sia il cromosoma X (femminile) che quello Y (maschile), ognuno dei quali più o meno resistente e veloce dell’altro e quindi più o meno capace di sopravvivere nei giorni a cavallo dell’ovulazione. Secondo Shettles se il concepimento avviene a cavallo dell’ovulazione è più probabile che nascerà un maschio, mentre nei giorni fertili ma prima o dopo l’ovulazione il concepimento porterà alla nascita di una bambina.
Questo metodo è stato lungamente criticato e non dà nessuna garanzia certa di poter avere un bambino del sesso desiderato, ma riassumendo sostiene che:

  • per concepire una femmina: si devono avere rapporti non protetti i giorni fertili ma lontani dall’ovulazione
  • per concepire un maschio: si devono avere rapporti non protetti a cavallo dell’ovulazione
  • Osservazione della cervice

    La cervice è la parte inferiore dell’utero e la sua osservazione permette di capire se si è nel periodo fertile poichè in quei giorni, attraverso la sua palpazione, risulta essere posizionata più in alto, più dilatata, più morbida e più bagnata.
    Durante il ciclo mestruale la cervice subisce infatti delle modificazioni nella forma, posizione e consistenza e sotto all’azione degli estrogeni, nei giorni dell’ovulazione si prepara per favorire il concepimento favorendo il passaggio degli spermatozoi verso l’utero e le tube di Falloppio dove si trova l’ovulo da fecondare: è quindi più bassa e aperta. Diversamente sarà alta e chiusa, nonché secca.

    Stick per l’ovulazione

    stick ovulazione fertlita
    Gli stick per l’ovulazione rilevano nelle urine la concentrazione di LH, ossia le modificazioni ormonali associate all’ovulazione, utili quindi per individuare i giorni in cui si è fertili. L’ormone LH aumenta i suoi livelli 24-48 ore prima dell’ovulazione, segnalando che da quel momento la probabilità di restare incinta è molto elevata.
    Gli stick hanno un’attendibilità del 99% circa, ed è consigliabile utilizzarli con le prime urine del mattino, prima di aver consumato la prima colazione.

    Metodi per concepire un maschio o una femmina

    Uno dei sogni di una mamma è spesso quello di poter scegliere il sesso del bambino che deve concepire e forse non sa che a deciderlo è l’uomo con il suo spermatozoo. Gli spermatozoi possono infatti contenere un cromosoma sessuale di tipo Y maschile oppure un cromosoma sessuale X femminile, quindi se l’ovulo della donna viene fecondato da uno spermatozoo Y verrà concepito un maschio, viceversa con uno spermatozoo X nascerà una femmina.
    Secondo la teoria di Shettles e di alcuni altri medici, ma nessuna mai scientificamente provata, la selezione dello spermatozoo per favorire il concepimento di un bambino o di una bambina può essere fatta selezionando il giorno in cui avere i rapporti non protetti.
    Se si desidera un maschio queste teorie consigliano di avere rapporti il giorno dell’ovulazione per favorire i veloci ma meno resistenti spermatozoi Y, mentre se si desidera una femmina si devono avere rapporti qualche giorno prima dell’ovulazione per fare in modo che l’ovulo sia raggiunto solo dagli spermatozoi X che sono più lenti ma più resistenti.

    Quando avere rapporti non protettiMaschioFemmina
    Metodo ShettlesIl giorno dell’ovulazione, o quello dopo4, 3 o 2 giorni prima dell’ovulazione
    Analisi muco cervicaleIl giorno del picco (quando il muco è simile all’albume dell’uovo), o il giorno dopoI giorni in cui la vagina comincia a lubrificarsi, prima però che il muco cominci ad avere una consistenza simile all’albume dell’uovo
    Stick per l’ovulazioneEffettuare il test due volte al giorno e avere i rapporti nelle 12/24 ore dopo la visualizzazione del piccoI giorni prima della visualizzazione del picco, ossia quando viene visualizzata l’icona lampeggiante che indica l’aumentare degli estrogeni e l’approssimarsi dell’ovulazione

    Calcolo dei giorni fertili quando le mestruazioni sono irregolari

    I cicli irregolari possono presentare mestruazioni più frequenti o meno frequenti della norma, per esempio ogni 20-23 giorni oppure ogni 30-35 giorni.
    Le donne che hanno un ciclo molto irregolare non possono utilizzare i calcoli sopra descritti, ma possono utilizzare i metodi naturali come quello della temperatura basale o del muco cervicale, ossia il metodo Billings.
    In questo caso, per calcolare il periodo fertile, è opportuno osservare il muco cervicale che cambia colore e consistenza durante il ciclo. Si ritiene che l’ultimo giorno con presenza di muco filamentoso preceda l’ovulazione. Dopodiché il muco diventa più trasparente e meno consistente per un paio di giorni, che è il periodo in assoluto più fertile. Un’eventuale fecondazione in questo periodo si può notare dalla presenza di perdite rossastre dette spotting.
    E’ bene comunque ricordare che per aumentare la probabilità di concepimento il metodo più sicuro è quello di aumentare la frequenza dei rapporti non protetti in ogni periodo del mese.

    Il monitoraggio ecografico dell’ovulazione

    ecografia ovulazione
    Il monitoraggio ecografico dell’ovulazione si rende necessario in quei casi in cui attraverso i sintomi o il calendario non è possibile stabilire quando avviene l’ovulazione. Una donna con difficoltà di concepimento può rivolgersi al ginecologo che programmerà una serie di ecografie transvaginali per osservare il ciclo e il rilascio dell’ovocita da fecondare così da stabilire il momento esatto dell’ovulazione e consigliare alla donna i giorni dove avere rapporti non potetti.
    Il monitoraggio ecografico è eseguito con sonda vaginale e non con sonda transaddominale poichè la prima permette un’osservazione di gran lunga superiore rispetto alla seconda.