Bambino “troppo amato”: genitori e nonni sotto processo

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    E’ stato ribattezzato come il caso del bambino “troppo amato e protetto”. Personalmente non concordo per niente con questa definizione, anzi: risultate iperprotettivi con un bambino e portarlo a non avere amici, a non praticare sport e a non uscire mai di casa non ha nulla a che vedere con l’amore.

    Questa purtroppo è una storia vera, di una bambino di 12 anni della provincia di Ferrara che ha visto sua madre e i suoi nonni imputati per «maltrattamenti aggravati» e per una «iperprotettività» malata e ossessiva.

    Niente oratorio, niente amici, niente ginnastica a scuola dove frequentava solo il minimo indispensabile: è stato notato da una maestra faticare mentre faceva le scale e sapete perché? Perché la sua vita da recluso non gli aveva permesso di imparare a correre e aveva ancora la struttura muscolare di un bambino di tre anni.

    Una maniacalità che si trasformava in gesti da pelle d’oca, anche se da parte della madre e dei nonni erano solo manifestazioni di un’attenzione estrema: il ragazzino a 12 anni arrivava a scuola con la merenda già divisa in tanti piccoli bocconi per facilitarlo nella masticazione.

    Una storia fatta di un divorzio, di un nonno molto autoritario e di una madre che non ha idea di come crescere un figlio.