Bambini plusdotati, per loro è nata Rete Ulisse

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    Bambini plusdotati, per loro è nata Rete Ulisse

    I bambini plusdotati non sono una rarità. Sono piccoli che hanno delle capacità particolari, ma che hanno delle difficoltà a relazionarsi con il resto del mondo. Secondo l’associazione Eurotalent rappresentano il 5% dei bambini totali e ce n’è almeno uno in ogni classe di 25 alunni. A volte questi piccoli non vengono riconosciuti, a volte sono giudicati disagiati o iperattivi e vengono curati come fossero malati. In realtà hanno bisogno di vivere un’infanzia normale e sana. Per questo motivo è nata ‘Rete Ulisse‘, un network interuniversitario attivato all’interno del progetto ‘Tutti diversi/Tutti uguali’.

    Il progetto sarà presentato domani in Bocconi e ha come obiettivo la sensibilizzare sulle tematiche del talento e della plusdotazione a tutti coloro che sono interessati a questo tema, illustrando anche le attività di ricerca e intervento e promuovendo la produzione di materiale specifico rivolto ai docenti, ai genitori e alle varie figure professionali che seguono lo sviluppo del bambino.

    Sono bambini che hanno particolari abilità e competenze, ma hanno grosse difficoltà a interegire con gli altri bambini e di conseguenza tendo a sviluppare comportamenti a volte considerati strani. Nei casi più gravi, il rischio per i più incompresi è anche quello della medicalizzazione con potenti psicofarmaci.

    Anna Maria Roncoroni, presidente dell’Aistap e corrispondente italiana dell’European Council for High Ability, ha commentato: “Alcune volte, inoltre, coetanei e compagni di scuola faticano a entrare in relazione con i bambini di talento o plusdotati, che rischiano pertanto di rimanere isolati dal gruppo e fortemente penalizzati”.