Bambini più intelligenti se più amati

Una ricerca americana sulle scimmie, ha rivelato che la stabilità affettiva influisce sullo sviluppo cognitivo quanto il DNA. La prova scientifica che l'emozione influenza la mente

Pubblicato da Paola Perria Martedì 5 ottobre 2010

Bambini più intelligenti se più amati

Ora arriva anche la prova scientifica: lo sviluppo intellettivo del bambino non è solo frutto del suo patrimonio genetico, ma è conseguenza di un positivo influsso ambientale. Tanto più amore riceve l’essere umano nei suoi primi, fondamentali anni di vita, tanto più aumenta la sua probabilità di apprendere e di diventare intelligente e mentalmente aperto. La certezza scientifica, in realtà, ci giunge da un esperimento portato avanti tra gli scimpanzè, ma siccome, con questi simpatici primati, condividiamo il 99% del DNA, è verosimile che la cosa valga, in misura ancora maggiore, per noi umani.

Insomma, in definitiva, se il nostro bimbo diventerà un piccolo genio, non dipenderà solo da una fortunata combinazione cromosomica, ma anche dagli stimoli che riceverà dal suo ambiente familiare. Ricapitoliamo: il prof. Stephen Suomi, primario del laboratorio di Etologia Comparativa del National Institute of Bethesda (Maryland), studiando il comportamento delle scimmie, ha potuto rilevare come le relazioni sicure di tipo familiare, in cui l’attaccamento tra i membri del nucleo sia assoluto e non precario, influisce sull’attività cognitiva del cervello superiore.

Inoltre, le relazioni stabili a livello affettivo, sono fondamentali perchè dotano gli individui della cosiddetta “resilienza”, ovvero, quella capacità di resistere agli stress ambientali senza subire un tracollo psico-emotivo. Evidentemente, quanto più il piccolo si sente al sicuro nel nido familiare, protetto e amato, tanto più sarà disponibile nei confronti del mondo circostante, curioso di ciò che non conosce, disposto a concentrare tutte le sue energie per imparare e approfondire.

Viceversa, un bimbo non amato, o che tale si senta, svilupperebbe una disfunzione nel gene della serotonina, manifestando, quindi, tendenza alla depressione e alla chiusura. Questione di biochimica cerebrale, di cui, tra l’altro, si parlerà in questi giorni, ad un convegno presso l’Università La Sapienza di Roma, intitolato ” Evoluzione, emozione, linguaggio, coscienza”.

Interverranno esperti come il biologo Enrico Alleva (Istituto Superiore di Sanità), lo psichiatra Massimo Biondi (Direttore del Dipartimento di Psichiatria, Università La Sapienza), psicologi clinici come Adele De Pascale (Facoltà di Medicina, Università La Sapienza) e altri illustri ospiti, i quali, tutti, confermeranno i risultati della ricerca americana del prof Suomi, ovvero che l’emozione influenza la mente e che la psicologia e la psichiatria non devono essere più discipline contrapposte.

Un enorme passo avanti, questo, perchè finalmente si sancisce come anche le “relazioni terapeutiche modificano la biochimica cerebrale”. In definitiva, il consiglio pratico che deriva da tutta questa mole di informazioni scientifiche è presto detto: circondate i vostri figli di amore e serenità, i risultati scolastici ne beneficeranno e loro saranno più felici. E anche voi.