Bambini: obesità e stili di vita errati in un’indagine nazionale

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    Bambini: obesità e stili di vita errati in un’indagine nazionale

    I nostri figli hanno un pessimo stile di vita: è ciò che è emerso dal primo monitoraggio nazionale su obesità, alimentazione, attività fisica, fumo ed alcool nei giovani dai 6 ai 17 anni. In particolare intorno agli 8 anni, l’11% è obeso ed i 23% in deciso sovrappeso: il 9% non fa colazione la mattina ed il 30% neppure la merenda. Un ragazzino su 4 non tocca frutta e verdura, mentre uno su due consuma abitualmente ogni giorno bevande gassate o ricche di zuccheri! Il 70% di loro arriva a scuola in macchina anziché a piedi, 1 su 5 pratica al massimo un’ora di attività motoria a settimana e solo il 27 % ha l’abitudine (anzi in questo caso la possibilità) di giocare all’aria aperta almeno due ore al giorno.

    Il tutto è aggravato della presenza della televisione nella loro cameretta (nel 50% dei casi). Anche a 11 anni il 29% dei ragazzi ed il 20% delle ragazze presenta chili di troppo, trend che diminuisce (per fortuna) col passare del tempo: a 15 anni rispettivamente si ha un 26% nei maschi ed un 12% nelle femmine.

    A questa stessa età il 19% di loro fuma almeno una sigaretta a settimana ed il 40% dei ragazzi (contro il 24% delle ragazze), purtroppo beve sostanze alcoliche con regolarità.

    Tutti questi dati, recentemente presentati sotto il nome di “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni” sono il frutto di ben tre ricerche statistiche diverse: Okkio alla Salute 2010, Zoom8 e l’Health Behaviour in School-aged Children (HBSC-promosso direttamente dall’Organizzazione mondiale della sanità). Il progetto generale è stato voluto dal Ministero della Salute/CCM (Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie) nell’ambito del programma “Guadagnare salute”.

    Il coordinamento è andato all’Istituto Superiore di Sanità, ed il tutto è stato realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, con le Regioni e le Aziende Sanitarie, l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) e le Università di Torino, Siena e Padova.

    Un’analisi di questo tipo permette di capire su quali basi effettuare un’inversione di tendenza. Il Ministero della Salute si impegna con regolarità in campagne di prevenzione ed informazione ed i genitori intervistati vorrebbero giustamente ridurre la pubblicità delle merendine nonché aumentare le ore di ginnastica a scuola. Ma non ci si può limitare a questo, non trovate? L’esempio, le regole (alimentari e televisive), l’attività motoria, il fumo, l’alcool…tutte problematiche che un serio e profondo impegno genitoriale potrebbero cambiare, anche se non debellare del tutto.