Bambini obesi se la mamma lavora?

Da recenti studi è emerso che se la mamma lavora i bambini hanno più possibilità di diventare obesi: questo accade negli Stati Uniti mentre in Italia la situazione è totalmente opposta.

Pubblicato da Francesca Bottini Giovedì 27 settembre 2012

Bambini obesi se la mamma lavora?

Se la mamma lavora un bambino ha più possibilità di diventare obeso. Secondo recenti studi USA infatti, i piccoli che trascorrono molto tempo senza la presenza della mamma sarebbero stimolati a mangiare di più e peggio. Il problema principale è che le donne che lavorano, molto spesso non hanno tempo sufficiente per preparare dei menu sani ai loro bambini con il risultato che i piccoli consumano spesso cibi precotti o, peggio, del fast food.

Un importante studio ha voluto indagare le abitudini alimentari dei bambini che hanno mamme che lavorano e sarà pubblicato a dicembre su Economic and Human Biology. La ricerca è stata svolta dai ricercatori della Cornell University (Ithaca, New York) ed ha preso in considerazione la situazione di quasi 25mila donne con almeno un figlio minore di 18 anni.

Secondo i risultati anche solo 17 minuti in meno spesi al giorno per cucinare, possono trasformarsi in chili di troppo per i figli.

Se negli USA la situazione non è incoraggiante, in Italia si ribalta il problema: “In alcuni dei pochi studi sul rapporto fra lavoro materno e dieta dei bambini — sottolinea Margherita Caroli pediatra e responsabile dell’Unità operativa di nutrizione Asl di Brindisi — si è osservata una tendenza opposta a quella americana: i figli di donne lavoratrici sono meno in sovrappeso degli altri. Forse il maggior tempo mediamente dedicato alla tv dai figli di casalinghe (tendenza condivisa con le mamme) è uno dei fattori coinvolti. Però, in accordo con lo studio americano, c’è da dire che il poco tempo a disposizione delle madri lavoratrici può effettivamente essere d’ostacolo alla realizzazione di menu “buoni” per la salute e il palato. In questi casi, diventa ancora più importante la pianificazione dei pasti, meglio se condivisa con i bambini, che così sanno che cosa “aspettarsi”. Pianificare aiuta anche ad assicurare la varietà, che non significa tanti piatti diversi nello stesso pasto per soddisfare i gusti di ciascuno, ma alternare i piatti nella settimana, prevedendo con una certa frequenza pesce e legumi, non sempre sufficientemente presenti nella dieta”.

“Mangiare in famiglia vuol dire condividere idee, affetto, quotidianità e anche lo stesso cibo, accontentando, a turno, un po’ tutti”, sottolinea invece Maria Grazia Strepparava, professore di psicologia clinica, Facoltà di medicina di Milano-Bicocca .

La psicologa rassicura anche le mamme che non perdono ore ogni giorno a cucinare: essere una brava madre non dipende certo dal numero di manicaretti che possiamo cucinare ai nostri piccoli ma è ben altro. Parlando di alimentazione inoltre, i piatti migliori e più consigliati per i bambini sono quelli più semplici, anche più facili e veloci da preparare.