Bambini: la lingua a chiazze non deve preoccupare

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    Quante volte avete visto la lingua dei vostri bambini a chiazze? Bianche o rosse, di certo non sono un bel vedere, ma soprattutto preoccupano la maggior parte di noi mamme. Solitamente si parla di lingua a chiazze o a carta geografica, anche se si tratta di una malattia vera e propria con tanto di nome scientifico complicato: è la glossite benigna migratoria o eritema migrante (da non confondere però con quello che riguarda tutto il corpo). In genere si presenta con più frequenza nei bambini sotto i 6 anni, ma bisogna stare tranquilli, perché come dice il suo nome si tratta di una patologia benigna.

    E questa è anche l’unica cosa certa. Per il resto, non sembra sia necessaria una cura specifica, passa da sola nel giro di pochi giorni (per poi ripresentarsi a volte dopo qualche tempo).

    Esistono diverse scuole di pensiero riguardo le sue cause: si pensa infatti ad una predisposizione genetica; un deciso legame con la psoriasi; data la sua natura infiammatoria si ipotizza una componente infettiva dovuta a virus, batteri o funghi non ben identificati; si parla di alta incidenza nei bambini allergici, sono stati registrati collegamenti con l’atopia e la sindrome di Reiter.

    Scartata invece l’ipotesi originaria che vedeva la lingua a chiazze come sintomo di una carenza di vitamine. Sembra invece ci sia una componente psico-emotiva: lo stress potrebbe aumentarla. Alcune volte è chiara la sua manifestazione durante una malattia o in un periodo di stanchezza del bambino.

    Vorrei anche ricordare però una linea piuttosto tradizionale (lo diceva mia nonna e così ora mia madre) al riguardo: la lingua a carta geografica, specie se le chiazze sono bianco-grigiastre, può essere sintomo di “imbarazzo intestinale”.

    Allora mamme che fare? E’ una condizione innocua quindi si può tranquillamente aspettare che passi: nel frattempo coccole e pappe ricche di fibre e vitamine, non faranno sicuramente male!