Bambini, l’attitudine ai videogame si può prevedere

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    Bambini, l’attitudine ai videogame si può prevedere

    I bambini con la tecnologia sono proprio dei fenomeni. Non se avete notato, prendono in mano uno strumento digitale e comprendono subito il funzionamento. Per noi è un po’ più complesso, mentre per i nostri genitori a volte è quasi difficile. Pensate che l’attitudine a riuscire bene nei videogiochi si può prevedere: è quanto emerge da uno studio pubblicato su Plos One dai ricercatori dell’University of Illinois di Urbana-Champaign (Usa) che hanno dimostrato che attraverso l’imaging cerebrale si può capire quanto il piccolo sarà in grado di usare i game.

    Si tratta di un’indagine nelle strutture cerebrali che facilitano l’apprendimento. È stata utilizzata la risonanza magnetica come metodo di esame. Vediamo questo studio come un completamento di quello di cui abbiamo parlato ieri, quando si diceva che i bimbi a tre anni sanno usare il mouse ma non si allacciano ancora le scarpe.

    Dopo essere stati sottoposti alla risonanza magnetica i partecipanti allo studio – nessuno dei quali aveva esperienza con i videogiochi – hanno trascorso 20 ore a imparare a giocare a Space Fortress, un videogioco di strategia sviluppato dalla University of Illinois.

    I dottori, al termine dello studio, sono stati così in grado di individuare i segnali cerebrali dei soggetti maggiormente predisposti all’apprendimento del videogioco. È interessante perché dimostra come le generazioni sono cambiate e quanta interazione ci sia tra bimbi e tecnologia.