Bambini italiani in povertà: il nuovo allarme di Save The Children

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    Bambini italiani in povertà: il nuovo allarme di Save The Children

    Molti bambini italiani vivono in povertà, soprattutto nelle Regioni del Sud. A dare l’allarme è Save The Children, che durante un evento a Napoli ha portato alla luce una situazione drammatica: 410 mila bambini poveri vivono solo nel Meridione della nostra penisola e il numero è relativo alla povertà assoluta, ma aumenta in modo enorme se si include la povertà relativa. Il dato potrebbe salire a un milione e 880 mila. È davvero da pelle d’oca e spesso non si ha polso della realtà nella vita di tutti i giorni. Ma vediamo qualche altro numero.

    Come sempre le differenze tra Nord e Sud si fanno sentire: le famiglie meridionali hanno meno possibilità economiche di quelle “nordiche”. Per esempio, all’Asilo Nido, in Campania e Calabria vanno solo 2 bambini su 100. Per non parlare del problema relativo alla dispersione scolastica: 3 studenti su 10 iscritti nei 5 anni precedenti che mancano all’appello del diploma.

    Quali sono gli ostacoli più gravi con cui i bambini e i ragazzi devono fare i conti? Prima cosa l’illegalità e il coinvolgimento nei piccoli in reati. Tenete conto che nel 2007 ha riguardato 14.931 casi. Save The Children non punta solo il dito, come sempre dà anche delle soluzioni, o almeno prova a fare qualche proposta.

    “Per creare 100.000 nuovi posti in asilo nido o strutture educative per l’infanzia basterebbe solo il 7% dei 29 miliardi di euro dei fondi strutturali non ancora impegnati”, ha detto Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children. “Ma per incidere profondamente sulle opportunità dell’infanzia al sud proponiamo di creare nei comuni ad alta densità criminale aree ad alta densità educativa che, grazie a risorse stanziate da Regioni e Ministero dell’Istruzione, prevedano progetti per l’aumento del tempo scuola, lo sviluppo e la formazione di una coscienza civile, democratica e responsabile, fondata sull’educazione ai diritti di cittadinanza”.