Bambini iperattivi: è colpa dei videogiochi

E' confermato: i videogiochi e la televisione possono contribuire a creare il disturbo da deficit di attenzione e iperattività nei bambini che li utilizzano più di 2 ore al giorno

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 16 settembre 2010

Bambini iperattivi: è colpa dei videogiochi

I bambini vanno matti per i videogiochi, sono una vera passione. Possono diventare dei super-eroi e viaggiare nella realtà virtuale, ma a volte questo mondo è pericoloso. Alcuni game, infatti, vengono associati all’ADHD, il Disturbo da deficit di attenzione e iperattività. A sostenere questa tesi è un gruppo di ricercatori americani dell’Università di Stato dello Iowa. Hanno verificato che i cervelli dei più piccoli, messi sotto pressione dalle tante ore passate davanti agli schermi televisivi e al PC, mostrano poi più difficoltà di concentrazione. Il luogo principale in cui l’impegno scarseggia è la scuola, ma anche a casa, fare i compiti non è facile.

La ricerca ha preso in considerazione oltre 1300 bambini fra i 7 e i 10 anni per più di un anno, chiedendo loro – attraverso l’ausilio dei genitori – di registrare le proprie abitudini riguardo i videogiochi e la televisione. Parallelamente, gli insegnanti hanno dovuto registrare l’impegno.

Ciò che è emerso è un’associazione evidente fra il “consumo” di videogiochi e TV e il livello di attenzione e concentrazione a scuola. Stando alle conclusioni degli scienziati americani, la capacità di concentrarsi cala drasticamente già dopo un solo anno in cui i piccoli hanno utilizzato videogame o guardato la TV per più di due ore al giorno.

Bambini iperattivi significa avere piccoli che non dormono bene, che possono avere disturbi alimentari come poca appetenza, molto agitati. Ovviamente il guaio più grande sta proprio nella capacità di mantenere l’attenzione e di conseguenza di imparare.